mercoledì 14 novembre 2007

Corleone, Comune "sfratta" il Centro antimafia

CORLEONE (PALERMO) - Al Comune di Corleone servono i locali per evitare di pagare altri affitti e per questo motivo, con una delibera, sfratta il Centro internazionale di documentazione sulla mafia, inaugurato il 12 dicembre 2000 dall'allora capo dello Stato Ciampi. Al suo interno vi sono anche conservati, tra l'altro, i faldoni dei maxi-processi a Cosa nostra. La notizia per i cittadini di Corleone non è nuova. Ma è stata rilanciata ieri dai giornali, che hanno appreso del ricorso al TAR contro lo sfratto. Infatti, alla decisione della Giunta di centrodestra, guidata dal sindaco Nino Iannazzo, assunta il 17 settembre scorso, si era opposto il Centro che aveva fatto ricorso al Tar. «Il Tribunale amministrativo - afferma adesso il legale Mario Milone - si è pronunciato venerdì scorso, ma ancora non ha comunicato le sue decisioni». In attesa della sentenza, il centro non ha traslocato. Il restauro del complesso, che ospitava un orfanotrofio e che si trova vicino al municipio, è stato completato con i fondi stanziati in occasione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale svoltasi nel 2000.Alla guida del Cidma c'è Nicolò Nicolosi, ex sindaco di Corleone e rivale di Iannazzo nelle ultime comunali: entrambi sono del Polo. Nicolosi, che non è stato eletto per tre voti di scarto, ha presentato un ricorso al Tar dichiarato ammissibile. Il Comune aveva concesso al centro in comodato gratuito per nove anni i locali. Ma la Giunta ha invocato l'applicazione dell'art. 12, secondo cui «se durante il termine convenuto sopravviene un urgente ed imprevisto bisogno al comodante, questi può esigere la restituzione immediata». L'urgente ed imprevisto bisogno sopravvenuto è la necessità di dare dei locali all'Ufficio tecnico, per lasciare un edificio in affitto che comporta una spesa di oltre 100mila euro l'anno. «La Giunta comunale - dice Iannazzo - parla con atti amministrativi e ha l'obbligo di risparmiare». I beni del Cidma, afferma una lettera del Comune, sarebbero trasferiti presso un'altra sala, la "Cataldo Naro", e in una saletta adiacente.
14/11/2007

1 commento:

MangiaSano Dr. Criscione ha detto...

Leoluca Criscione scrive:

Condivisibilissima l'idea di risparmiare!
INIZIARE a risparmiare proprio 'svendendo' il CIDMA, é segno di debolezza politica e 'puzza' spudoratamente di vendetta.
Leoluca Criscione, Svizzera