sabato 18 agosto 2007

Corleone, il degrado del quartiere San Nicolò

La domanda è sempre la stessa. Possibile che né il sindaco, né gli assessori, né i dirigenti del comune di Corleone si accorgano delle sacche di degrado di tante aree urbane? Possibile che ad accorgersene debbano essere sempre i cittadini? E possibile che, quando lo rappresentano agli amministratori comunali (a quelli che, fino a qualche mese fa, li blandivano per accaparrarsi i loro voti), vengano guardati male? Sembrerebbe impossibile, ma è così. Stavolta accendiamo i riflettori sul quartiere San Nicolò, sul ponte del fiume, su quello che sotto quel ponte c’è, sulle sponde del fiume. Sul ponte: erbacce secche, carta, rifiuti. Sotto il ponte: liquami di fogna, bottiglie, bicchieri e sacchetti di plastica; pezzi di legno, porte e finestre dimesse, secchi, cartacce, ferro vecchio. Sulle sponde del fiume: una discarica a cielo aperto di sfabbricidi di ogni tipo. Ne mostriamo ai lettori una galleria fotografica, molto più eloquente delle parole. Ma c’è una cosa che né le parole, né le foto possono mostrare: il cattivo odore che emanano i liquami delle fognature, che rende impossibile la vita quotidiana ai cittadini residenti. E, insieme al cattivo odore, all’odore nauseabondo, il pericolo per la salute pubblica che questa fogna a cielo aperto comporta.
Da qualche lettore amico del sindaco e degli assessori saremo accusati di disfattismo, di parlare sempre male della nostra città, di vedere solo le cose negative. Ci si dirà anche che criticare è facile. Il fatto è che queste cose negative non le inventiamo noi: sono fatti e i fatti – si sa – sono ostinati. Questi nostri lettori farebbero meglio a chiedere ai loro amici amministratori interventi urgenti e mirati per rimuovere la discarica e la fogna a cielo aperto del quartiere San Nicolò. Noi lo stiamo facendo con questo servizio. La settimana prossima presenteremo anche un’interrogazione consiliare. (d.p.)
18 agosto 2007


LA GALLERIA FOTOGRAFICA
























































3 commenti:

leoluca ha detto...

Ad alcuni parenti che visitandomi a Basilea, mi chiedevano come facesse l'amministrazione basilese a tenere cosi pulita (alla svizzera)la città, facevo notare che la città aveva assunto 200 mila spazzini!! (cioé tanti quanti gli abitanti di Basilea!).
Se si vuole tenere pulita una città, ognuno deve fare la propria parte.
Ogni medaglia ha due facce: l'amministrazione (assente) e i cittadini (spazzini solo a casa propria). Un saluto da Leoluca Criscione, spazzino corleonese trapiantato in Svizzera!

DINO PATERNOSTRO ha detto...

Leo Criscione ha ragione. La medaglia del degrado ha due facce: quella dell'amministrazione comunale assente e quella dei cittadini "sporcaccioni". Se ciascuna faccia facesse la sua parte, saremmo... in Svizzera. Ma, purtroppo, restiamo a Corleone.
Dino Paternostro

Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos ha detto...

Caro direttore è vero che la colpa del degrado e della sporcizia è principalmente di noi cittadini corleonesi ma è pur vero che ci sono pesanti responsabilità della passata amministrazione e della attuale amministrazione. Infatti due anni fa Dialogos denunciò la stessa identica situazione con delle foto, simili da quelle che vediamo a distanza di due anni, e inviammo una petizione popolare all'allora Sindaco Nicolosi con alcune soluzioni. Non abbiamo avuto nessuna risposta. Allora Iannazzo era vicesindaco e quindi è corresponsabile. Speriamo che oggi questa giunta sia più attenta alle critiche costruttive, perché ne va di mezzo la salute di noi cittadini!

Giuseppe Crapisi