domenica 8 febbraio 2009

Palermo, parco della Favorita. Cani randagi attaccano chi fa attività fisica

di Antonio Fiasconaro
Il fenomeno del randagismo si sta diffondendo in città sempre più a macchia d'olio. Si fa davvero poco per debellarlo, anzi niente. Stavolta branchi di cani randagi hanno preso d'assalto nei giorni scorsi diversi appassionati che la mattina svolgono attività fisica tra i viali della Favorita. Sbucano all'improvviso dai cespugli senza farsi accorgere mentre i podisti stanno svolgendo la loro attività di «footing». Non sono mancati anche i «morsicamenti» e di cittadini che hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche.Non sono mancate nemmeno le denunce e, in questo caso, le forze dell'ordine interpellate hanno dovuto fare «spallucce», come si dice in questi casi perchè il problema non è di competenza.Sembra, attraverso le testimonianze dei cittadini che da anni frequentano i viali della Favorita, attualmente nella Real Tenuta ci sarebbero almeno due-tre branchi di randagi che terrorizzano quanti corrono per sport o per tenersi in linea.La situazione è davvero preoccupante. I cani che «scodinzolano» tra i viali sono affamati e in cerca di cibo.E' pur vero che il fenomeno si allarga sempre più anche grazie agli stessi cittadini che «impietosendosi» alla vista dei randagi, fanno di tutto per aiutarli e quindi al loro sostentamento.«Non se ne può più – sottolinea Alessandro Vinci, appassionato podista e frequentatore della Favorita dal 1989 – da qualche tempo i randagi sbucano dalle aiuole che si trovano sia nei pressi del piazzale dei Matrimoni che da piazza Niscemi. Io finora non sono stato attaccato e quindi aggredito, ma so di altri colleghi che nei giorni scorsi hanno dovuto faticare non poco per avere ragione dei cani che puntualmente attaccano al passaggio dei podisti».Gli fa eco Vincenzo Lo Re, altro ex atleta oggi amatore e che partecipa a diverse manifestazioni che si svolgono in città ed in provincia che dal 1978 frequenta la quiete dei viali della Favorita per tenersi in forma.«Proprio l'altro ieri – racconta – un mio compagno che fa footing con me è stato attaccato da un branco di randagi ed uno di questi lo ha morsicato ad una coscia. L'ho dovuto accompagnare di corsa al vicino pronto soccorso di Villa Sofia dove è stato medicato».E le istituzioni? Fanno quel che possono. Si dovrebbe fare di più. Come al solito a vincere sono sempre i «branchi» che si moltiplicano, terrorizzando la gente.

1 commento:

Daniela ha detto...

ma vergognatevi. Il fenomeno del randagismo è solamente colpa delle istituzioni che utilizzano i fondi per la lotta allo stesso per non si sa cosa. Dove finiscono quei fondi?
Come mai al nord di randagi non se ne vedono?
Il problema è sempre lo stesso dunque, come per tutto il resto.
I cani sono degli esseri viventi proprio come noi, e sicuramente molto meglio di voi che ve ne andate tranquilli a fare il vostro footing fregandovene di ciò che vi circonda. L'importante è non disturbare il vostro footing. Un cane resta fedele sempre, in malattia e in povertà. Non si può dire lo stesso dell'uomo.
Vergognatevi. Come disse Ghandi, La civiltà di un paese si vede da come tratta i suoi animali.