IL CONSIGLIO COMUNALE DI CORLEONE
PREMESSO CHE:
- Con delibera della Giunta Municipale n. 9 del 20.1.2011 il Comune di Corleone ha concesso per almeno tre anni (e con un cofinanziamento del valore di 30 mila euro) l’area naturalistica della Cascata delle Due Rocche e del Parco fluviale all’Associazione OMNIA Onlus, per l’attuazione del progetto FLORA;
- La delibera in questione attesta che l’atto di concessione ha rispettato i contenuti del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali;
- L’art. 192 del Decreto Legislativo n. 267/2000 richiama l’obbligo per i Comuni, nella scelta del contraente, di osservare le disposizioni vigenti in materia di contratti, cioè la procedura di evidenza pubblica, che invece il Comune di Corleone non ha osservato;
- Il Comune di Corleone ha concesso altresì un “cofinanziamento” pari all’importo del valore della concessione (€.14.400,00) e del costo di un dipendente comunale (€.15.600,00), senza l’osservanza della normativa sulla concessione di contributi a privati, ai sensi dell’art. 13 della L.R. 30 aprile 1991, n.10;
- Non è per niente evidente la competenza professionale dell’associazione Omnia Onlus nella gestione di aree naturalistiche;
- Fino al 17 febbraio 2011, il sito internet ufficiale dell’Associazione OMNIA Onlus riportava che «il rappresentante legale dell’ente è la dottoressa Giuseppina IARIA, il segretario generale è la dottoressa Mara DI LEO»;
- La prima è sorella di un consigliere comunale di maggioranza molto vicino al sindaco, mentre la seconda è moglie del primo cittadino di Corleone;
- In pubbliche interviste, il sindaco Antonino Iannazzo ha sostenuto che la moglie, da quando è stato posto in essere il rapporto di collaborazione diretta tra il Comune e l’associazione Omnia Onlus (cioè, dalla data del 26 febbraio 2009, quando con nota prot. n. 3404 il sindaco concedeva il patrocinio oneroso, fino ad oggi), non ha più avuto incarichi di direzione presso l’associazione predetta;
- La stessa tesi ha sostenuto la d.ssa Mara Di Leo in una lettera ufficiale pubblicata su giornali locali;
- Dal sito ufficiale dell’Associazione Omnia Onlus è stata cancellata, senza nessuna formale spiegazione, la frase «il segretario generale è la dottoressa Mara DI LEO»;
- Nella lettera del 4 dicembre 2010 (on-line mediante un link, fino al 17 febbraio 2011, poi disattivato) con cui il presidente convocava il consiglio direttivo dell’Associazione, nell’indirizzo dei convocati figurava ancora il “segretario generale dottoressa Mara Di Leo”;
- Il segretario generale nella gestione dell’associazione ha gli ampi poteri previsti dagli artt. 17 e 20 dello Statuto Sociale;
- Il sindaco Antonino Iannazzo più volte e per più anni è stato legato anche da solidi rapporti professionali con l’associazione Omnia Onlus, come si evince da documenti consultabili ufficialmente;
- Tra i doveri degli amministratori pubblici vi è quello di garantire l’imparzialità dell’azione amministrativa, evitando di creare situazioni che potrebbero dar luogo a conflitti d’interesse e/o a pratiche clientelari, poco coerenti con i percorsi di legalità che si sono impegnati a portare avanti;
CHIEDE CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
- PROCEDA alla revoca in autotutela della delibera della G.M. n. 9 del 20.1.2011, avente per oggetto: “Progetto FLORA presa d’atto dell’approvazione del progetto e cofinanziamento dello stesso in beni e servizi. Concessione area del Parco fluviale delle Due rocche”, in quanto viola l’art. 192 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, e l’art. 13 della L.R. 30 aprile 1991, n.10;
- ELIMINI così ogni possibile ombra sull’imparzialità dell’azione amministrativa del Comune di Corleone, evitando di compromettere la credibilità del difficile percorso di legalità portato avanti in questi anni;
- AFFIDI la manutenzione e la custodia della Cascata delle Due Rocche e del Parco Fluviale all’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, come previsto dalla legislazione regionale, già utilizzata dal Comune di Corleone nella gestione dell’area verde di Piazzale Danimarca.
Corleone, 3 maggio 2011
IL CONSIGLIERE COMUNALE
Dino Paternostro
martedì 10 maggio 2011
FORUM SOCIALE ANTIMAFIA 2011: il documento conclusivo approvato dall'assemblea
Sono trascorsi 33 anni dall’assassinio di Peppino Impastato, e dieci anni dalla nascita del Forum Sociale Antimafia: “con le idee e il coraggio di Peppino” continuiamo a tener vivo l’antagonismo contro l’azione socialmente devastante della cricca politica che ci governa. Il progetto è quello della costruzione dell’antimafia sociale senza protagonismi e verità calate dall’alto. Come ogni anno, il Forum ha cercato di confrontarsi con varie esperienze nazionali ed essere un momento di riflessioni, analisi, dibattiti sulle attuali condizioni politiche, sociali, economiche, con l’obiettivo di costruire soluzioni e percorsi alternativi utili alla salvaguardia della democrazia e alla sua rifondazione e crescita dal basso. In questi quattro giorni abbiamo esaminato la gravità del problema dell’informazione interamente asservita ai partiti politici e imbalsamata dalle censure di regime, individuando nella rete telematica la possibilità di costruzione di percorsi di controinformazione dal basso.
Abbiamo cercato di dare uno sguardo ai complessi percorsi di ricomposizione e riorganizzazione della mafia e ai suoi interessi che continuano a snodarsi tra le richieste di pizzo, i traffici di droga, di armi, di esseri umani e il riciclaggio del denaro in investimenti stabili, soprattutto centri commerciali e lavori legati alla presenza di progetti pubblici di costruzione di grandi opere, a partire dalla ricostruzione post-terremoto aquilana.
Si è ribadito con forza come il potere mafioso si sia espresso e si esprima tutt’ora attraverso il monopolio verticistico dei beni comuni, a partire dall’acqua; in tale prospettiva si è dibattuto anche dell’imminente referendum, per il quale è indispensabile il raggiungimento del quorum. Le riflessioni degli studiosi e dei vari relatori intervenuti hanno evidenziato l’indispensabilità di questo elemento per la sopravvivenza del pianeta. Sono stati denunciati i tentativi di privatizzare un bene che dovrebbe essere pubblico ma soprattutto gestito in modo partecipato e consapevole. Un esempio per tutti di business privato è quello delle acque minerali commercializzate attraverso la gestione illegale e chimicamente fuori dai parametri prescritti. Anche sul nucleare le considerazioni del Forum hanno individuato l’assenza di una politica energetica nazionale, la scarsa considerazione delle energie pulite, la continua sottomissione politica dei popoli che detengono le fonti energetiche utili nell’imminente futuro. È imprescindibile puntare su un modello democratico, partecipato e non centralizzato. È emersa la necessità di tornare ad abbracciare il domani come dimensione di riconquista dei diritti e non di subalternità al profitto capitalistico.
Il terremoto giapponese ha dato la misura della dannosità del nucleare, confermando l’aumento di oncopatologie nei luoghi vicini alle centrali ed evidenziando i costi altissimi necessari per sostenere la produzione di un’energia fondata sull’uranio, materiale oggi sempre più raro.
Uno sguardo è stato dato anche agli attuali conflitti e movimenti nel Mediterraneo. È stato ribadito il netto rifiuto dell’aggressione imperialista ai danni del popolo libico mossa da evidenti interessi geopolitici delle potenze neocoloniali. In Italia è stata costruita deliberatamente un’emergenza per alimentare politiche razziste e allarmiste. Le cifre sinora raggiunte dalle presenze di immigrati sono irrisorie rispetto a quelle di altri momenti in altri paesi d’Europa. Inevitabilmente sono riemersi i neofascismi, con il conseguente bisogno di rafforzare l’antifascismo e la resistenza contro ogni momento e movimento miranti ad attentare alla Costituzione e che abbia il chiaro fine di costruire una nuova dittatura mediatica che rafforzi il privilegio di pochi rispetto alle condizioni di sopravvivenza di molti.
La fase che stiamo attraversando è una delle più buie nella storia della nostra repubblica, della quale si tenta di mettere in discussione anche l’unità politica. L’attacco berlusconiano senza precedenti contro la Costituzione, contro la divisione dei poteri e pertanto contro la magistratura, il tentativo ormai palese di costruire uno pseudo-presidenzialismo, la mancata riforma della legge elettorale, la controriforma sulla giustizia, l’imminente legge bavaglio sulle intercettazioni, l’ossessionante riproposizione di leggi ad personam, vanno di pari passo con la privatizzazione dei servizi pubblici, dall’acqua, alla pubblica sicurezza, alla scuola. L’aumento del prezzo dei carburanti, dovuto non tanto alla situazione in Libia, ma alle manovre di speculatori, produrrà altre terribili conseguenze sulla situazione economica del pianeta.
Il Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato” sostiene la “Freedom Flottilla 2”, la spedizione internazionale che si propone come obbiettivo la rottura del criminale embargo sionista perpetrato da Israele ai danni di Gaza e del popolo palestinese. Con grande commozione in questi giorni il Forum ha ricordato la figura di Vittorio Arrigoni e la sua azione di attivista e di giornalista militante a fianco della causa del popolo palestinese e della sua lotta.
Il Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato”, a conclusione di queste giornate, oggi in assemblea generale condivide e appoggia la battaglia per l’approvazione del disegno di legge per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese portata avanti dal comitato pugliese “Acqua bene comune”.
Il Forum Sociale Antimafia aderisce alle giornate di Genova 2011 e si impegna a portare un proprio contributo di approfondimento, frutto delle discussioni di questo forum.
Quest’anno le giornate del Forum sociale antimafia 2011 si sono svolte nei locali di quella che fu la casa di “Don Tano Seduto”. Siamo riusciti a liberare e consegnare alla democrazia dal basso e partecipata questo luogo che per troppo tempo è stato centro di vita e di potere mafiosi. Il Forum auspica che non si indugi oltre e che l’amministrazione di Cinisi renda effettiva l’assegnazione all’associazione “Peppino Impastato” di questi locali con la firma della già promessa convenzione. L’Italia tutta e questo territorio in particolare hanno bisogno che queste stanze vivano quotidianamente quello che in questi giorni le ha animate. Del resto ancora molto lavoro occorre fare se oggi, nel 2011, durante un Forum antimafia come il nostro, si deve assistere ad episodi di strisciante intolleranza, aggressività ed ostilità da parte di molti abitanti di Cinisi, come purtroppo è accaduto in queste giornate. Alla cittadinanza di questo paese diciamo che questa casa è VOSTRA, liberata per divenire, come l’acqua, l’aria e l’energia, un bene comune utile per il benessere ed il progresso di tutti.
Il Forum desidera ringraziare tutte le realtà ed i soggetti che con impegno ed abnegazione in questi giorni hanno reso possibile costruire il forum e che nei mesi precedenti hanno contribuito a svilupparne il programma. Vi salutiamo invitandovi alle prossime iniziative che il Forum svilupperà nei mesi a venire, in attesa di potervi riabbracciare il prossimo anno qui, ancora una volta, con un nuovo anno di lotte comuni e di esperienze da poter far nuovamente dialogare insieme.
PEPPINO è VIVO E LOTTA INSIEME A NOI!
LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI!
(Cinisi 6,7,8,9 maggio)
Associazione Culturale Peppino Impastato, Associazione Radio Aut, Crea TV, Circolo Metropolis, Collettivo 20 luglio, A Sud Sicilia, Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua, Associazione Rita Atria, Giovani Comunisti Palermo, ANPI Palermo, Circolo Malaussène, Comitato di Difesa (PA), Rete dei Collettivi Studenteschi, Laboratorio Zeta, Conf. Cobas Sicilia, Sinistra Popolare, Ass. ASUD, Collettivo malefemmine
Abbiamo cercato di dare uno sguardo ai complessi percorsi di ricomposizione e riorganizzazione della mafia e ai suoi interessi che continuano a snodarsi tra le richieste di pizzo, i traffici di droga, di armi, di esseri umani e il riciclaggio del denaro in investimenti stabili, soprattutto centri commerciali e lavori legati alla presenza di progetti pubblici di costruzione di grandi opere, a partire dalla ricostruzione post-terremoto aquilana.
Si è ribadito con forza come il potere mafioso si sia espresso e si esprima tutt’ora attraverso il monopolio verticistico dei beni comuni, a partire dall’acqua; in tale prospettiva si è dibattuto anche dell’imminente referendum, per il quale è indispensabile il raggiungimento del quorum. Le riflessioni degli studiosi e dei vari relatori intervenuti hanno evidenziato l’indispensabilità di questo elemento per la sopravvivenza del pianeta. Sono stati denunciati i tentativi di privatizzare un bene che dovrebbe essere pubblico ma soprattutto gestito in modo partecipato e consapevole. Un esempio per tutti di business privato è quello delle acque minerali commercializzate attraverso la gestione illegale e chimicamente fuori dai parametri prescritti. Anche sul nucleare le considerazioni del Forum hanno individuato l’assenza di una politica energetica nazionale, la scarsa considerazione delle energie pulite, la continua sottomissione politica dei popoli che detengono le fonti energetiche utili nell’imminente futuro. È imprescindibile puntare su un modello democratico, partecipato e non centralizzato. È emersa la necessità di tornare ad abbracciare il domani come dimensione di riconquista dei diritti e non di subalternità al profitto capitalistico.
Il terremoto giapponese ha dato la misura della dannosità del nucleare, confermando l’aumento di oncopatologie nei luoghi vicini alle centrali ed evidenziando i costi altissimi necessari per sostenere la produzione di un’energia fondata sull’uranio, materiale oggi sempre più raro.
Uno sguardo è stato dato anche agli attuali conflitti e movimenti nel Mediterraneo. È stato ribadito il netto rifiuto dell’aggressione imperialista ai danni del popolo libico mossa da evidenti interessi geopolitici delle potenze neocoloniali. In Italia è stata costruita deliberatamente un’emergenza per alimentare politiche razziste e allarmiste. Le cifre sinora raggiunte dalle presenze di immigrati sono irrisorie rispetto a quelle di altri momenti in altri paesi d’Europa. Inevitabilmente sono riemersi i neofascismi, con il conseguente bisogno di rafforzare l’antifascismo e la resistenza contro ogni momento e movimento miranti ad attentare alla Costituzione e che abbia il chiaro fine di costruire una nuova dittatura mediatica che rafforzi il privilegio di pochi rispetto alle condizioni di sopravvivenza di molti.
La fase che stiamo attraversando è una delle più buie nella storia della nostra repubblica, della quale si tenta di mettere in discussione anche l’unità politica. L’attacco berlusconiano senza precedenti contro la Costituzione, contro la divisione dei poteri e pertanto contro la magistratura, il tentativo ormai palese di costruire uno pseudo-presidenzialismo, la mancata riforma della legge elettorale, la controriforma sulla giustizia, l’imminente legge bavaglio sulle intercettazioni, l’ossessionante riproposizione di leggi ad personam, vanno di pari passo con la privatizzazione dei servizi pubblici, dall’acqua, alla pubblica sicurezza, alla scuola. L’aumento del prezzo dei carburanti, dovuto non tanto alla situazione in Libia, ma alle manovre di speculatori, produrrà altre terribili conseguenze sulla situazione economica del pianeta.
Il Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato” sostiene la “Freedom Flottilla 2”, la spedizione internazionale che si propone come obbiettivo la rottura del criminale embargo sionista perpetrato da Israele ai danni di Gaza e del popolo palestinese. Con grande commozione in questi giorni il Forum ha ricordato la figura di Vittorio Arrigoni e la sua azione di attivista e di giornalista militante a fianco della causa del popolo palestinese e della sua lotta.
Il Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato”, a conclusione di queste giornate, oggi in assemblea generale condivide e appoggia la battaglia per l’approvazione del disegno di legge per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese portata avanti dal comitato pugliese “Acqua bene comune”.
Il Forum Sociale Antimafia aderisce alle giornate di Genova 2011 e si impegna a portare un proprio contributo di approfondimento, frutto delle discussioni di questo forum.
Quest’anno le giornate del Forum sociale antimafia 2011 si sono svolte nei locali di quella che fu la casa di “Don Tano Seduto”. Siamo riusciti a liberare e consegnare alla democrazia dal basso e partecipata questo luogo che per troppo tempo è stato centro di vita e di potere mafiosi. Il Forum auspica che non si indugi oltre e che l’amministrazione di Cinisi renda effettiva l’assegnazione all’associazione “Peppino Impastato” di questi locali con la firma della già promessa convenzione. L’Italia tutta e questo territorio in particolare hanno bisogno che queste stanze vivano quotidianamente quello che in questi giorni le ha animate. Del resto ancora molto lavoro occorre fare se oggi, nel 2011, durante un Forum antimafia come il nostro, si deve assistere ad episodi di strisciante intolleranza, aggressività ed ostilità da parte di molti abitanti di Cinisi, come purtroppo è accaduto in queste giornate. Alla cittadinanza di questo paese diciamo che questa casa è VOSTRA, liberata per divenire, come l’acqua, l’aria e l’energia, un bene comune utile per il benessere ed il progresso di tutti.
Il Forum desidera ringraziare tutte le realtà ed i soggetti che con impegno ed abnegazione in questi giorni hanno reso possibile costruire il forum e che nei mesi precedenti hanno contribuito a svilupparne il programma. Vi salutiamo invitandovi alle prossime iniziative che il Forum svilupperà nei mesi a venire, in attesa di potervi riabbracciare il prossimo anno qui, ancora una volta, con un nuovo anno di lotte comuni e di esperienze da poter far nuovamente dialogare insieme.
PEPPINO è VIVO E LOTTA INSIEME A NOI!
LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI!
(Cinisi 6,7,8,9 maggio)
Associazione Culturale Peppino Impastato, Associazione Radio Aut, Crea TV, Circolo Metropolis, Collettivo 20 luglio, A Sud Sicilia, Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua, Associazione Rita Atria, Giovani Comunisti Palermo, ANPI Palermo, Circolo Malaussène, Comitato di Difesa (PA), Rete dei Collettivi Studenteschi, Laboratorio Zeta, Conf. Cobas Sicilia, Sinistra Popolare, Ass. ASUD, Collettivo malefemmine
lunedì 9 maggio 2011
Sulla divisione tra Casa Memoria e Associazione Impastato: storia di una diatriba che non serve a niente e a nessuno...
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| Salvo Vitale |
L’Associazione Culturale onlus Peppino Impastato è nata nel 2002, per iniziativa di un gruppo di compagni di Peppino che, 25 anni dopo la sua morte, ancora si ritrovavano ad agire e a riconoscersi nel suo ricordo e nelle sue idee. Erano una ventina, tra cui anche Giovanni Impastato, il quale cominciava, sin dal primo momento a rilevare alcune intolleranze tra il modo di intendere la lotta alla mafia non tanto come presenza mediatica, cosa cui era molto legato, ma come attività all’interno delle fasce sociali più deboli e vittime di un certo modo di gestire il potere “criminale e truffaldino” (avrebbe detto Peppino). Nel 2002 nasceva anche il Forum Sociale Antimafia, ovvero un ambizioso progetto mirante a riunire tutte le sigle, e non solo quelle, dei movimenti antimafia che si ispiravano alla figura di Peppino Impastato. Quell’anno a Cinisi diecimila persone presenziarono al corteo del 9 maggio. Nel 2007 nacque, senza che nessuno dell’Associazione ne sapesse niente, “Casa Memoria”, ovvero una struttura dotata di codice fiscale e statuto, che avrebbe dovuto occuparsi soprattutto di attività commerciali legate alla possibilità di promuovere forme di turismo responsabile, che comprendessero anche una visita alla casa di Peppino. Grandi discussioni tra coloro che non accettavano che la figura di Peppino fosse commercializzata. Non saprei se dire “per fortuna”, la cosa non ebbe molto riscontro e, a poco a poco si insterilì sino ad arrivare alla proposta, avanzata dall’Associazione di cui sono Presidente, di unificare le due sigle. Nacque così”l’Associazione Culturale onlus Peppino Impastato-Casa Memoria Cinisi,” che voleva essere uno stimolo e una proposta per riallacciare un percorso comune. Allora alcuni compagni si dichiararono contrari all’unione, ben conoscendo le tendenze scissionistiche, le intolleranze e le esuberanze di Giovanni, pari, per alcuni aspetti, alla sua generosità e al suo impegno indiscusso. La nuova realtà è durata circa tre anni, cioè sino al giugno 2010, allorchè Giovanni Impastato comunicava con una sua lettera le dimissioni dall’Associazione e ripristinava “Casa Memoria”, di cui sua moglie Felicetta era nominata Presidente, lui vicepresidente e Marina Montuori segretaria. Il nostro cassiere Guido Orlando diventava anche cassiere di Casa Memoria, mentre Felicetta rimaneva socia della nostra Associazione. Un casino!!! Tra le motivazioni della scissione veniva addotto il comportamento di alcuni giovani “irresponsabili” che, nel corso del corteo del 9-5 avrebbero gridato slogan anti istituzionali, mentre nei confronti del sottoscritto veniva inoltrata una scarica di ingiurie indicibili, perché non avrebbe saputo adempiere al suo ruolo di Presidente. Va detto che, in quella occasione, dal balcone della Casa del boss Badalamenti, il sindaco di Cinisi annunziava che, con decreto dell’Agenzia dei Beni Confiscati alla mafia, la casa era stata assegnata all’Associazione, su sua proposta.
L’Associazione respingeva le dimissioni di Giovanni e le critiche ingenerose al Forum avanzate in una lettera di Umberto Santino. Le dimissioni venivano reiterate e si dava il via a una scissione cui seguivano una serie di comunicazioni e mistificazioni che sarebbe troppo lungo narrare, ma di cui esiste un documentato dossier. Sin da allora Giovanni aveva espresso la sua intenzione di non ripetere più per l’anno prossimo l’esperienza del Forum e di voler pensare lui ad organizzare le iniziative dell’anniversario. E tuttavia, nel suo decennale, il Forum non poteva buttare a mare una quantità di esperienze e di attività che lo hanno reso l’unica realtà italiana antimafia ancora in piedi dopo la fine del movimento no-global. Nel frattempo Giovanni avanzava richiesta al sindaco di Cinisi di avere la gestione o la cogestione di Casa Badalamenti, quasi a rivendicare la sua parte d’eredità, togliendola ai compagni di suo fratello. Abbiamo resistito, dal passato mese di luglio, a tutte le intemperanze, con la parola d’ordine di non rispondere a nessuna provocazione per non alimentare il diffuso concetto che l’antimafia vive di scissioni ed è incapace di mandare avanti un serio progetto politico, ma soprattutto nella convinzione che le liti e le separazioni sono un grosso favore fatto ai mafiosi. Ahimè, non è servito a niente: con due comunicazioni, una dell’aprile passato e una dei primi di maggio, i due apostoli dell’antimafia hanno ribadito la scissione e la volontà testarda di ritenersi gli unici eredi di Peppino e gli unici legittimati a testimoniarne la memoria. E’ per questo che quest’anno si è dato luogo ad iniziative diverse: quelle dell’associazione, in gran parte culturali, si svolgeranno nella casa di Gaetano Badalamenti, che è stata ribattezzata “Casa Nostra” e la cui chiave è stata data, sempre “provvisoriamente” dal Sindaco al Forum, che l’Associazione ha voluto ostinatamente tenere in piedi. Le altre iniziative si svolgeranno nel salone municipale. Sarà invece unitario il corteo, e, in tal senso respingeremo qualsiasi tentativo di distacchi o di prese di distanza da parte di chiunque, anche perché sarebbe da stupidi dividersi ulteriormente nel nome di Peppino.
Salvo Vitale
Presidente Associazione Culturale Onlus
Peppino Impastato Cinisi
Giovanni Impastato e Umberto Santino: "Ecco perchè non partecipiamo al Forum sociale antimafia"
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| Giovanni Impastato, fratello di Peppino |
La Famiglia Impastato con l' Associazione "Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato" di Cinisi e il Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo, principali protagonisti della quasi trentennale battaglia seguita all'uccisione di Peppino per salvarne la memoria e ottenere verità e giustizia, e promotori di un'attività di analisi e di mobilitazione tra le più significative degli ultimi decenni, comunicano la propria decisione di non aderire al cosiddetto "Forum sociale antimafia Peppino Impastato" qualora si deciderà di organizzarlo per il prossimo mese di maggio. Tale sofferta decisione è motivata dall'impossibilità di lavorare con alcune realtà che, impossessatesi di tale "etichetta", non hanno poi adottato un comportamento responsabile. Non è accettabile che si ripeta quanto è accaduto lo scorso 9 maggio, quando lo storico corteo in memoria di Peppino dalla sede di Radio Aut a Casa Memoria Impastato è stato monopolizzato, senza alcuna delega, da alcuni personaggi, che hanno imposto assurde e ridicole divisioni, dando ordini non richiesti, e lo hanno in più trasformato in una curva da stadio con improperi, urla deliranti e slogan da tifoseria, costringendo molti partecipanti a dissociarsi. Ciò è poi degenerato con la contestazione ad Umberto Santino, presidente del Centro Impastato, mentre, presentando il nipote di Placido Rizzotto, legava le lotte degli ultimi anni alle lotte contadine, al Sindaco di Cinisi e a quanti salutavano i partecipanti alla manifestazione dal balcone di casa Badalamenti in occasione della consegna simbolica del bene avvenuta alla fine del corteo. Un'azione sciocca e irresponsabile, che ha rischiato di compromettere l'iter di affidamento del bene confiscato. Né è accettabile che da parte di altre realtà promotrici del Forum la necessaria serenità e condivisione sia stata spazzata via, soprattutto nell'arco dell'ultimo anno, con una serie di offese e delegittimazioni. La Casa Memoria e il Centro di documentazione Impastato proporranno, per i giorni dal 7 al 9 maggio 2011, un proprio programma di iniziative per ricordare Felicia e Peppino in occasione del 33° anniversario della sua uccisione.
Per Casa Memoria Felicia e Giovanni Impastato
Per il Centro Impastato Anna e Umberto Santino
domenica 8 maggio 2011
Veglia per i gay, la lettera di un missionario in Bangladesh alla Curia di Palermo: "Bisogna stare vicini anche a loro"
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| P. Giuà, missionario in Bangladesh |
In Cristo
Shanti
P. Giuà, Missionario Saveriano in Bangladesh
sxgiuda@yahoo.it
Salviamo l'acqua, che è un grande dono di Dio! Digiuno a piazza S. Pietro, Roma
di padre ADRIANO SELLA
e padre ALEX ZANOTELLI
Carissimi sacerdoti, missionari(e) e religiosi(e).
Ci stanno rubando l’acqua! Come possiamo permettere che l’acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani l’acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e che non può mai essere trasformata in merce. “Donna, dammi da bere!” chiede un Gesù, stanco ed assetato, a una donna samaritana, nel Vangelo letto durante la Quaresima, in tutte le Chiese cattoliche del mondo. “Dateci da bere! gridano oggi milioni di impoveriti. In un pianeta, dove la popolazione sta crescendo e l’acqua diminuendo per il surriscaldamento, quel “dateci da bere!”, diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di quelli assetati, noi credenti vediamo il volto di quel povero Cristo che ci ripeterà: “Avevo sete...e non mi avete dato da bere!.” L’ONU afferma che, entro la metà del nostro secolo, tre miliardi di esseri umani non avranno accesso all’acqua potabile. È un problema etico e morale di dimensioni planetarie che ci tocca direttamente. Di fatto, per noi cristiani l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è la madre di tutta la vita sulla terra. Inoltre, per noi cristiani l’acqua ha un enorme valore simbolico e sacramentale.
È stato lo stesso Papa Benedetto XVI ad affermare nella sua enciclica sociale Caritas in Veritate n. 27 che l’acqua è un diritto universale di tutti gli esseri umani. Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa n. 485 afferma inoltre: “L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale”.
Il segretario della CEI, Mons. Mariano Crociata, ha affermato durante il convegno ad Assisi su “Sorella Acqua), in aprile 2011, che: “In questo scenario conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l’acqua in affare, a detrimento dell’accesso alle fonti e quindi dell’approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico – l’oro blu! – attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune, che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale (…) A dire quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune, la Corte Costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato ad esprimersi nel prossimo mese di giugno”.
Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell’acqua e per salvare l’acqua come un grande dono per l’umanità. Scendiamo in piazza! Così come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania) contro il regime che opprime il popolo. Invitiamo, quindi, i sacerdoti, le missionarie e i missionari, i consacrati e le consacrate a trovarci in Piazza San Pietro, a Roma, giovedì 9 giugno alle ore 12:00, per fare un grande digiuno. Venite con i vostri simboli sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per poter innalzare a tutto il popolo italiano il nostro clamore: Salviamo l’acqua!
p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli
Padova 30 aprile 2011
Per chi vuole dare la propria adesione:
• il sito da visitare e cliccare per mettere il nome della propria adesione è www.nigrizia.it
• oppure inviare e-mail: adrianosella@virgilio.it
Per informazioni: 346 2198404
e padre ALEX ZANOTELLI
Carissimi sacerdoti, missionari(e) e religiosi(e).
Ci stanno rubando l’acqua! Come possiamo permettere che l’acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani l’acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e che non può mai essere trasformata in merce. “Donna, dammi da bere!” chiede un Gesù, stanco ed assetato, a una donna samaritana, nel Vangelo letto durante la Quaresima, in tutte le Chiese cattoliche del mondo. “Dateci da bere! gridano oggi milioni di impoveriti. In un pianeta, dove la popolazione sta crescendo e l’acqua diminuendo per il surriscaldamento, quel “dateci da bere!”, diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di quelli assetati, noi credenti vediamo il volto di quel povero Cristo che ci ripeterà: “Avevo sete...e non mi avete dato da bere!.” L’ONU afferma che, entro la metà del nostro secolo, tre miliardi di esseri umani non avranno accesso all’acqua potabile. È un problema etico e morale di dimensioni planetarie che ci tocca direttamente. Di fatto, per noi cristiani l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è la madre di tutta la vita sulla terra. Inoltre, per noi cristiani l’acqua ha un enorme valore simbolico e sacramentale.
È stato lo stesso Papa Benedetto XVI ad affermare nella sua enciclica sociale Caritas in Veritate n. 27 che l’acqua è un diritto universale di tutti gli esseri umani. Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa n. 485 afferma inoltre: “L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale”.
Il segretario della CEI, Mons. Mariano Crociata, ha affermato durante il convegno ad Assisi su “Sorella Acqua), in aprile 2011, che: “In questo scenario conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l’acqua in affare, a detrimento dell’accesso alle fonti e quindi dell’approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico – l’oro blu! – attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune, che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale (…) A dire quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune, la Corte Costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato ad esprimersi nel prossimo mese di giugno”.
Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell’acqua e per salvare l’acqua come un grande dono per l’umanità. Scendiamo in piazza! Così come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania) contro il regime che opprime il popolo. Invitiamo, quindi, i sacerdoti, le missionarie e i missionari, i consacrati e le consacrate a trovarci in Piazza San Pietro, a Roma, giovedì 9 giugno alle ore 12:00, per fare un grande digiuno. Venite con i vostri simboli sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per poter innalzare a tutto il popolo italiano il nostro clamore: Salviamo l’acqua!
p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli
Padova 30 aprile 2011
Per chi vuole dare la propria adesione:
• il sito da visitare e cliccare per mettere il nome della propria adesione è www.nigrizia.it
• oppure inviare e-mail: adrianosella@virgilio.it
Per informazioni: 346 2198404
giovedì 5 maggio 2011
9 maggio 1978 - 9 maggio 2011: Ricordare per continuare a lottare con Peppino e Felicia
9 maggio 1978 - 9 maggio 2011
Ricordare per continuare a lottare con Peppino e Felicia
Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" - Palermo / Casa Memoria "Felicia e Peppino Impastato" - Cinisi
5 maggio 2011, ore 9.00
Corso Umberto I (da Casa Badalamenti a Casa Memoria)
CENTO PASSI CONTRO LA MAFIA E IL RAZZISMO
corsa a staffetta con gli alunni delle scuole elementari e medie di Cinisi in collaborazione con la Scuola di Atletica Berradi
6-7 maggio 2011, ore 18.00
Corso Umberto I (da Casa Badalamenti a Casa Memoria)
LA MORTE NUCLEARE; HURRIA - L'urlo di nessuno
incursioni teatrali di strada a cura della compagnia Ultimo Teatro sul disastro nucleare e il conflitto israelo-palestinese a sostegno della Freedom Flottilla
8 maggio 2011, ore 9.30 - 13.00
Salone Comunale
Incontri a tema:
ITALIA 150: l'unificazione incompiuta con Umberto Santino, Enrico Guarneri, Filippo Ronchi, Santina Cutrona e Elisabeth Donatello
ore 16.30 - 20.00
Salone Comunale
Incontri a tema:
Don Vito a Gomorra. Mafia e Antimafia tra papelli, pizzini, depistaggi e best-seller con Umberto Santino, Francesco La Licata, Tano Grasso, Salvo Palazzolo, Elisabeth Donatello
ore 20.30
Atrio comunale
"RE-CORDIS Felicia Bartolotta Impastato ricordata e raccontata da tre donne" video prodotto da AU5
MAFIE SUD E RESISTENZA
spettacolo teatrale della Compagnia dei merli bianchi
9 maggio 2011, ore 9.30 - 13.00
Salone Comunale
Incontri a tema (tavola rotonda):
La strage infinita. Guerre, dittature, razzismo nel XXI secolo. Migranti tra emergenza ed integrazione con Domenico Lucano, sindaco di Riace; Soumahoro Aboubakar; Gabriele del Grande; Fulvio Vassallo; Stefano Galieni; Umip (unione mediatori interculturali professionisti)
ore 16.30
Concentramento corteo presso la sede di Radio Aut in Corso Vittorio Emanuele a Terrasini
ore 17.00
partenza corteo verso Casa Memoria Impastato a Cinisi
ore 20.30
Piazza Vittorio Emanuele Orlando
Omaggio a Fabrizio De Andrè con la musica degli Ottocento
Premio "Musica e cultura in memoria di Peppino Impastato" dedicato alla canzone d'autore in collaborazione con il Centro Felicia e Peppino Impastato di Sanremo e l'associazione "Musica e Cultura" di Cinisi parteciperanno Pippo Pollina, Roy Paci.
Ricordare per continuare a lottare con Peppino e Felicia
Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" - Palermo / Casa Memoria "Felicia e Peppino Impastato" - Cinisi
5 maggio 2011, ore 9.00
Corso Umberto I (da Casa Badalamenti a Casa Memoria)
CENTO PASSI CONTRO LA MAFIA E IL RAZZISMO
corsa a staffetta con gli alunni delle scuole elementari e medie di Cinisi in collaborazione con la Scuola di Atletica Berradi
6-7 maggio 2011, ore 18.00
Corso Umberto I (da Casa Badalamenti a Casa Memoria)
LA MORTE NUCLEARE; HURRIA - L'urlo di nessuno
incursioni teatrali di strada a cura della compagnia Ultimo Teatro sul disastro nucleare e il conflitto israelo-palestinese a sostegno della Freedom Flottilla
8 maggio 2011, ore 9.30 - 13.00
Salone Comunale
Incontri a tema:
ITALIA 150: l'unificazione incompiuta con Umberto Santino, Enrico Guarneri, Filippo Ronchi, Santina Cutrona e Elisabeth Donatello
ore 16.30 - 20.00
Salone Comunale
Incontri a tema:
Don Vito a Gomorra. Mafia e Antimafia tra papelli, pizzini, depistaggi e best-seller con Umberto Santino, Francesco La Licata, Tano Grasso, Salvo Palazzolo, Elisabeth Donatello
ore 20.30
Atrio comunale
"RE-CORDIS Felicia Bartolotta Impastato ricordata e raccontata da tre donne" video prodotto da AU5
MAFIE SUD E RESISTENZA
spettacolo teatrale della Compagnia dei merli bianchi
9 maggio 2011, ore 9.30 - 13.00
Salone Comunale
Incontri a tema (tavola rotonda):
La strage infinita. Guerre, dittature, razzismo nel XXI secolo. Migranti tra emergenza ed integrazione con Domenico Lucano, sindaco di Riace; Soumahoro Aboubakar; Gabriele del Grande; Fulvio Vassallo; Stefano Galieni; Umip (unione mediatori interculturali professionisti)
ore 16.30
Concentramento corteo presso la sede di Radio Aut in Corso Vittorio Emanuele a Terrasini
ore 17.00
partenza corteo verso Casa Memoria Impastato a Cinisi
ore 20.30
Piazza Vittorio Emanuele Orlando
Omaggio a Fabrizio De Andrè con la musica degli Ottocento
Premio "Musica e cultura in memoria di Peppino Impastato" dedicato alla canzone d'autore in collaborazione con il Centro Felicia e Peppino Impastato di Sanremo e l'associazione "Musica e Cultura" di Cinisi parteciperanno Pippo Pollina, Roy Paci.
CINISI, 6-7-8-9 MAGGIO. FORUM SOCIALE ANTIMAFIA 2011 FELICIA E PEPPINO IMPASTATO
Quest’anno le giornate del decimo Forum sociale antimafia si svolgeranno all’interno di casa Badalamenti, rinominata per l’occasione “Casa Nostra”. Potremo finalmente gridare tutti insieme che PEPPINO E’ VIVO E LOTTA INSIEME A NOI tra le pareti della casa di chi ne ordinò la barbara esecuzione nel 1978.
- Venerdì 06 maggio
Ore 16.30 Workshop sull’informazione a cura di Radio Aut, con realtà di controinformazione nazionali.
Ore 17.30 Inaugurazione della mostra di Gaetano Porcasi “La mafia uccide, il silenzio pure”, opere dedicate ai giornalisti uccisi dalle mafie.
Ore 18:00 Forum “L’informazione negata”.
Coordina Paolo Arena. Relatori: Giuseppe Lo Bianco (“ I quaderni dell’Ora”); Piero Orsatti (“Gli Italiani”), Pino Maniaci (“Telejato”); Salvo Vitale (Ass. Impastato); Giovanna Fiume (Unipa); Rino Giacalone (La Repubblica); Valerio Monteventi (Radio Alice Bologna); Graziella Proto (Casablanca); Alberto Spampinato (Ossigeno).
Ore 20.30 Cena sociale a Casa Nostra
Ore 21:00 “Nella casa del boss”: incontri
- Sabato 07 maggio
Ore 9:00-13:00 Forum “Le mani sulla città: tra politica e territorio, mafia e antimafia”.
Coordina Salvo Vitale (Ass. Impastato). Interventi: E.Bellavia (La Repubblica); Ass. Radio Aut; Santina Mondello (Ass.Rita Atria); Csoa Cloro Rosso (Taranto); Toni Pellicane (Comitato Lotta per la Casa PA); Comitato 3e32 (L’Aquila); Circolo PRC di Carini e Partitico.
Ore 16:00-20:00: Forum “Mediterraneo: crisi, conflitti, prospettive”.
Coordina Renato Franzitta (Cobas Sicilia). Interventi: CAU (Napoli); Forum Antirazzista Palermo; Stefano Galieni (Giornalista quotidiano “Liberazione”); Ass. Askavusa (Lampedusa); Lega Braccianti (Nardò); CSOA Cartella (Reggio Calabria); Collettivo 20 Luglio; Alfonso Di Stefano (Rete Antirazzista Catanese); Arturo Lavorato (osservtorio migranti Rosarno/EquoSud).
Ore 19:00 Ricordando Vittorio Arrigoni: “Restiamo umani”: interviene Mila Pernice (Forum Palestina Freedom Flotilla).
Ore 21:00: Serata musicale con i Figli dell’Officina,MUNNIZZA, Ncantu d’Aziz, KALAMU
- Domenica 08 maggio
Forum: “Beni comuni: Giù le mani dai referendum!!”:
Ore 9:00-13:00 “Nucleare? No grazie”. Coordina Carlo Bommarito (Enea Palermo). Interventi:
- Democrazia e Beni Comuni – Giuseppe De Marzo (Portavoce di “A SUD” e “RIGAS” );
-”Aspetti epidemiologici e di sicurezza negli impianti nucleari”- Alberto Lombardo ( Università di Palermo );
- “da Hiroshima a Muroroa, da Three Miles Island(Usa) a Cernobyl(Urss) a Fukushima (Giappone) : NUCLEARE MAI PIU’ ! Il nucleare è una sciagura permanente, mortale! ” -Vincenzo Miliucci (Coordinamento Nazionale Antinucleare Salute-Ambiente-Energia).
Ore 15.30-20:00 “Acqua tra potere,mistificazione e resistenze”.
Coordina Pino Dicevi. Interventi di esponenti del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua:
- Qualità dell’acqua , diritto alla salute -Antonio Valassina (Medicina Democratica);
- Le mani sui pozzi – i padroni delle acque minerali Lorella Lari (attivista per i diritti umani – Forum Bergamasco Movimenti per l’acqua);
- Acqua tra potere, mistificazione e resistenze Margherita Ciervo (Comitato pugliese Acqua Pubblica); un esponente di Acquainsicilia.org : Forum Siciliano Movimenti per l’Acqua.
Ore 21: “Arrangiamenti” (recital poesie di S.Vitale) – “Malacarne”, spettacolo teatrale di Dale Zaccaria e Consuelo Cagnati, – Performance del Gruppo Qui Quo acQua di Catania.
- Lunedì 09 maggio
Ore 9:00-13:00: Forum conclusivo: “Da Cinisi 2002 a Genova 2011: Cosa resta dell’eredità di Peppino
Coordina Elio Teresi. Confronto tra le realtà del Forum. Elaborazione del documento finale.
Ore 17:00 Concentramento e Corteo da Corso V.Em. Terrasini, (sede di Radio Aut) a Casa Nostra.
In Piazza Duomo a Terrasini si terrà la performance del Collettivo Antinucleare di Palermo. Alla fine della manifestazione sarà letto il documento conclusivo dal balcone di “Casa Nostra”, Corso Umberto 183 Cinisi.
I Forum e il coordinamento delle iniziative avranno luogo presso Casa Nostra, (già casa Badalamenti). Sarà disponibile, dal 6 al 10 maggio il campo sportivo di Cinisi per il campeggio.
- Venerdì 06 maggio
Ore 16.30 Workshop sull’informazione a cura di Radio Aut, con realtà di controinformazione nazionali.
Ore 17.30 Inaugurazione della mostra di Gaetano Porcasi “La mafia uccide, il silenzio pure”, opere dedicate ai giornalisti uccisi dalle mafie.
Ore 18:00 Forum “L’informazione negata”.
Coordina Paolo Arena. Relatori: Giuseppe Lo Bianco (“ I quaderni dell’Ora”); Piero Orsatti (“Gli Italiani”), Pino Maniaci (“Telejato”); Salvo Vitale (Ass. Impastato); Giovanna Fiume (Unipa); Rino Giacalone (La Repubblica); Valerio Monteventi (Radio Alice Bologna); Graziella Proto (Casablanca); Alberto Spampinato (Ossigeno).
Ore 20.30 Cena sociale a Casa Nostra
Ore 21:00 “Nella casa del boss”: incontri
- Sabato 07 maggio
Ore 9:00-13:00 Forum “Le mani sulla città: tra politica e territorio, mafia e antimafia”.
Coordina Salvo Vitale (Ass. Impastato). Interventi: E.Bellavia (La Repubblica); Ass. Radio Aut; Santina Mondello (Ass.Rita Atria); Csoa Cloro Rosso (Taranto); Toni Pellicane (Comitato Lotta per la Casa PA); Comitato 3e32 (L’Aquila); Circolo PRC di Carini e Partitico.
Ore 16:00-20:00: Forum “Mediterraneo: crisi, conflitti, prospettive”.
Coordina Renato Franzitta (Cobas Sicilia). Interventi: CAU (Napoli); Forum Antirazzista Palermo; Stefano Galieni (Giornalista quotidiano “Liberazione”); Ass. Askavusa (Lampedusa); Lega Braccianti (Nardò); CSOA Cartella (Reggio Calabria); Collettivo 20 Luglio; Alfonso Di Stefano (Rete Antirazzista Catanese); Arturo Lavorato (osservtorio migranti Rosarno/EquoSud).
Ore 19:00 Ricordando Vittorio Arrigoni: “Restiamo umani”: interviene Mila Pernice (Forum Palestina Freedom Flotilla).
Ore 21:00: Serata musicale con i Figli dell’Officina,MUNNIZZA, Ncantu d’Aziz, KALAMU
- Domenica 08 maggio
Forum: “Beni comuni: Giù le mani dai referendum!!”:
Ore 9:00-13:00 “Nucleare? No grazie”. Coordina Carlo Bommarito (Enea Palermo). Interventi:
- Democrazia e Beni Comuni – Giuseppe De Marzo (Portavoce di “A SUD” e “RIGAS” );
-”Aspetti epidemiologici e di sicurezza negli impianti nucleari”- Alberto Lombardo ( Università di Palermo );
- “da Hiroshima a Muroroa, da Three Miles Island(Usa) a Cernobyl(Urss) a Fukushima (Giappone) : NUCLEARE MAI PIU’ ! Il nucleare è una sciagura permanente, mortale! ” -Vincenzo Miliucci (Coordinamento Nazionale Antinucleare Salute-Ambiente-Energia).
Ore 15.30-20:00 “Acqua tra potere,mistificazione e resistenze”.
Coordina Pino Dicevi. Interventi di esponenti del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua:
- Qualità dell’acqua , diritto alla salute -Antonio Valassina (Medicina Democratica);
- Le mani sui pozzi – i padroni delle acque minerali Lorella Lari (attivista per i diritti umani – Forum Bergamasco Movimenti per l’acqua);
- Acqua tra potere, mistificazione e resistenze Margherita Ciervo (Comitato pugliese Acqua Pubblica); un esponente di Acquainsicilia.org : Forum Siciliano Movimenti per l’Acqua.
Ore 21: “Arrangiamenti” (recital poesie di S.Vitale) – “Malacarne”, spettacolo teatrale di Dale Zaccaria e Consuelo Cagnati, – Performance del Gruppo Qui Quo acQua di Catania.
- Lunedì 09 maggio
Ore 9:00-13:00: Forum conclusivo: “Da Cinisi 2002 a Genova 2011: Cosa resta dell’eredità di Peppino
Coordina Elio Teresi. Confronto tra le realtà del Forum. Elaborazione del documento finale.
Ore 17:00 Concentramento e Corteo da Corso V.Em. Terrasini, (sede di Radio Aut) a Casa Nostra.
In Piazza Duomo a Terrasini si terrà la performance del Collettivo Antinucleare di Palermo. Alla fine della manifestazione sarà letto il documento conclusivo dal balcone di “Casa Nostra”, Corso Umberto 183 Cinisi.
I Forum e il coordinamento delle iniziative avranno luogo presso Casa Nostra, (già casa Badalamenti). Sarà disponibile, dal 6 al 10 maggio il campo sportivo di Cinisi per il campeggio.
Quaranta anni fa l’omicidio del procuratore Pietro Scaglione e dell’agente di custodia Antonio Lorusso
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| Via Cipressi, subito dopo l'omicidio Scaglione |
Giovedì 5 maggio 2011, ricorrerà il quarantesimo anniversario dell’efferato omicidio del Procuratore Scaglione e dell’agente di custodia Antonio Lorusso, che saranno ricordati dai familiari, dai magistrati, dall’associazione “Muovi Palermo” e dagli avvocati.
Alle ore 10.30 del 5 maggio, nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Palermo, Scaglione sarà commemorato dal Presidente della Corte di Appello, Vincenzo Oliveri, dal Procuratore generale Luigi Croce, dal Procuratore capo della Repubblica Francesco Messineo, dal Presidente della Giunta Distrettuale dell’ANM, Antonino Di Matteo e dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Enrico Sanseverino. Alle ore 12.15, “nel ricordo del Procuratore della Repubblica Pietro Scaglione”, il movimento “Muovi Palermo” presenterà il progetto “Frammenti di memoria condivisa”, con il patrocinio del CSM, dell’ANM, dell’Ordine degli Avvocati e dell’Ordine degli Architetti. Alle ore 15.30, sempre nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia e “in memoria di Pietro Scaglione”, si svolgerà un seminario di studi sul tema “La lettura dei rendiconti e dei bilanci societari”.
Alle ore 18 del 5 maggio, nella Chiesa di Sant’Espedito sarà celebrerà una Santa Messa, per iniziativa dei familiari. La Camera Penale di Palermo, inoltre, ricorderà il Procuratore Pietro Scaglione nell’ambito di un seminario sui sistemi processuali europei, organizzato nella sede del Circolo Ufficiali, nella mattina di sabato 7 maggio. La commemorazione sarà affidata all’ex presidente del Tribunale di Palermo, Giovanni Bosco Puglisi.
Il Procuratore Scaglione, che ha segnato l’inizio del martirologio nella magistratura italiana, fu ucciso - con l’agente Antonio Lorusso - alle ore 10.55 del 5 maggio del 1971 in via Cipressi a Palermo, nel corso di un agguato mafioso, dopo la consueta visita nel cimitero dei Cappuccini, dove era sepolta la moglie.
Purtroppo, non si conoscono né i mandanti né gli esecutori del duplice omicidio. E’ stato però accertato che i possibili moventi del delitto sono in ogni caso da ricollegare all’attività svolta "in modo specchiato" e inflessibile dal magistrato, soprattutto nella repressione della mafia.
Nella sua lunga carriera di giudice e, soprattutto, di pubblico ministero, iniziata nel 1928, Pietro Scaglione si occupò dei principali misteri siciliani: dal banditismo del dopoguerra agli assassini dei sindacalisti (come Salvatore Carnevale), fino ai delitti degli anni Sessanta e Settanta.
Dopo la strage di Ciaculli del 1963, grazie soprattutto alle inchieste condotte dall’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo (guidato da Cesare Terranova) e dalla Procura della Repubblica (diretta da Pietro Scaglione) "le organizzazioni mafiose furono scardinate e disperse", come si legge nella Relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia del 1976.
Il Procuratore Scaglione svolse, con impegno e dedizione, anche la funzione di Presidente del Consiglio di Patronato per l’assistenza alle famiglie dei detenuti ed ai soggetti liberati dal carcere, promuovendo, tra l’altro, la costruzione di un asilo nido; per queste attività sociali, gli fu conferito dal Ministero della giustizia il Diploma di primo grado al merito della redenzione sociale, con facoltà di fregiarsi della relativa medaglia d’oro. Infine, con Decreto dello stesso Ministero della Giustizia del 1991, previo parere favorevole del Consiglio Superiore della Magistratura, Pietro Scaglione è stato riconosciuto "magistrato caduto vittima del dovere e della mafia".
I familiari del defunto Procuratore Scaglione
martedì 26 aprile 2011
Vota SI ai Referendum del 12 e 13 giugno
1° Quesito sull Acqua Pubblica
"Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?".
2° Quesito sull Acqua Pubblica
(Quesito promosso dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua)
"Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale",
Legittimo impedimento
"Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l'articolo 2 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?".
Energia Nucleare
«Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni
successive, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,
la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della
finanza pubblica e la perequazione tributaria", limitatamente alle
seguenti parti:
art. 7, comma 1, lettera d: "d) realizzazione nel territorio
nazionale di impianti di produzione di energia nucleare;";
nonche' la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per
effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante
"Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle
imprese, nonche' in materia di energia", limitatamente alle seguenti
parti:
art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: "della
localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di
energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del
combustibile nucleare,";
art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: "Con i medesimi
decreti sono altresi' stabiliti le procedure autorizzative e i
requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attivita' di
costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui
al primo periodo.";
art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: ", con
oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o
nell'esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali e' fatto
divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali";
art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: "che i
titolari di autorizzazioni di attivita' devono adottare";
art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: "la
costruzione e l'esercizio di impianti per la produzione di energia
elettrica nucleare e di impianti per";
art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella "per"
che segue le parole "dei rifiuti radioattivi o";
art. 25, comma 2, lettera i): "i) previsione che le approvazioni
relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti
nucleari, gia' concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorita'
competenti di Paesi membri dell'Agenzia per l'energia nucleare
dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
(AENOCSE) o dalle autorita' competenti di Paesi con i quali siano
definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale
nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa
approvazione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare;";
art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: "gli
oneri relativi ai";
art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: "a
titolo oneroso a carico degli esercenti le attivita' nucleari e
possano essere";
art. 25, comma 2, lettera n): "n) previsione delle modalita'
attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare
dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il
«decommissioning»;";
art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue
le parole "per le popolazioni";
art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: ", al
fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi
e per la gestione degli impianti";
art. 25, comma 2, lettera q): "q) previsione, nell'ambito delle
risorse di bilancio disponibili allo scopo, di una opportuna campagna
di informazione alla popolazione italiana sull'energia nucleare, con
particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicita'.";
art. 25, comma 3: "Nei giudizi davanti agli organi di giustizia
amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione,
approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e
insediamenti produttivi concernenti il settore dell'energia nucleare
e relative attivita' di espropriazione, occupazione e asservimento si
applicano le disposizioni di cui all'art. 246 del codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.";
art. 25, comma 4: "4. Al comma 4 dell'articolo 11 del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche
rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta
sul territorio nazionale».";
art. 26;
art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "gli impieghi
pacifici dell'energia nucleare,";
art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "sia da impianti di
produzione di elettricita' sia";
art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "costruzione,
l'esercizio e la";
art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: "nell'ambito di
priorita' e indirizzi di politica energetica nazionale e";
art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: "sugli
impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,";
art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: "del
progetto, della costruzione e dell'esercizio degli impianti nucleari,
nonche' delle infrastrutture pertinenziali,";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: ",
diffidare i titolari delle autorizzazioni";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: "da
parte dei medesimi soggetti";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: "di cui
alle autorizzazioni";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola:
"medesime";
art. 29, comma 5, lettera h): "h) l'Agenzia informa il pubblico
con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull'ambiente
delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti
nucleari ed all'utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni
ordinarie che straordinarie;";
art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole:
"all'esercizio o";
art. 41, comma 1, limitatamente alle parole: "la produzione di
energia elettrica da fonte nucleare,";
nonche' il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo
risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive,
recante "Disciplina della localizzazione, della realizzazione e
dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di
energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del
combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile
irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e
campagne informative al pubblico, a norma dell'art. 25 della legge 23
luglio 2009, n. 99″, limitatamente alle seguenti parti:
il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole:
"della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel
territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica
nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,";
il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: "e
campagne informative al pubblico";
art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: "della disciplina
della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di
produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di
fabbricazione del combustibile nucleare,";
art. 1, comma 1, lettera a): "a) le procedure autorizzative e i
requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel
territorio nazionale delle attivita' di costruzione, di esercizio e
di disattivazione degli impianti di cui all'art. 2, comma 1, lettera
e), nonche' per l'esercizio delle strutture per lo stoccaggio del
combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello
stesso sito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;";
art. 1, comma 1, lettera b): "b) il Fondo per la disattivazione
degli impianti nucleari;";
art. 1, comma 1, lettera c): "c) le misure compensative relative
alle attivita' di costruzione e di esercizio degli impianti di cui
alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti,
delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli
enti locali interessati;";
art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: "e
future";
art. 1, comma 1, lettera g): "g) un programma per la definizione
e la realizzazione di una «Campagna di informazione nazionale in
materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare»;";
art. 1, comma 1, lettera h): "h) le sanzioni irrogabili in caso
di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.";
art. 2, comma 1, lettera b): "b) «area idonea» e' la porzione di
territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e
tecniche ed ai relativi parametri di riferimento che qualificano
l'idoneita' all'insediamento di impianti nucleari;";
art. 2, comma 1, lettera c): "c) «sito» e' la porzione dell'area
idonea che viene certificata per l'insediamento di uno o piu'
impianti nucleari;";
art. 2, comma 1, lettera e): "e) «impianti nucleari» sono gli
impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli
impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei
siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze,
ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio
del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente
connesse all'impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili
all'esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della
rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all'immissione in
rete dell'energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;";
art. 2, comma 1, lettera f): "f) «operatore» e' la persona fisica
o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che
manifesta l'interesse ovvero e' titolare di autorizzazione alla
realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;";
art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole:
"dall'esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: ", con il quale sono
delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali,
in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la
sicurezza nucleare";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: "la potenza
complessiva ed i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio
degli impianti nucleari da realizzare,";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: "valuta il contributo
dell'energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione
energetica,";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: ", benefici economici
e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione";
art. 3, comma 2: "2. La Strategia nucleare costituisce parte
integrante della strategia energetica nazionale di cui all'art. 7 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.";
art. 3, comma 1, lettera a): "a) l'affidabilita' dell'energia
nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli
impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della
popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;";
art. 3, comma 3, lettera b): "b) i benefici, in termini di
sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall'introduzione di
una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico
nazionale;";
art. 3, comma 3, lettera c): "e) gli obiettivi di capacita' di
potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni
energetici nazionali ed i relativi archi temporali;";
art. 3, comma 3, lettera d): "d) il contributo che si intende
apportare, attraverso il ricorso all'energia nucleare, in quanto
tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli
obiettivi ambientali assunti in sede europea nell'ambito del
pacchetto clima energia nonche' alla riduzione degli inquinanti
chimico-fisici;";
art. 3, comma 3, lettera e): "e) il sistema di alleanze e
cooperazioni internazionali e la capacita' dell'industria nazionale
ed internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;";
art. 3, comma 3, lettera f): "f) gli orientamenti sulle modalita'
realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e
nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la
formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;";
art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: "impianti
a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli";
art. 3, comma 3, lettera h): "h) i benefici attesi per il sistema
industriale italiano e i parametri delle compensazioni per
popolazione e sistema delle imprese;";
art. 3, comma 3, lettera i): "i) la capacita' di trasmissione
della rete elettrica nazionale, con l'eventuale proposta di
adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l'obiettivo prefissato
di potenza da installare;";
art. 3, comma 3, lettera 1): "1) gli obiettivi in materia di
approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile
nucleare.";
l'intero Titolo II, rubricato "Procedimento unico per la
localizzazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari;
disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli
enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli
impianti", contenente gli articoli da 4 a 24;
art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: "della
disattivazione";
art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: "riceve
dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei
rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attivita' di cui all'art.
27, con modalita' e secondo tariffe stabilite con decreto del
Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero
dell'economia e finanze, ed";
art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: ",
calcolate ai sensi dell'art. 29 del presente decreto legislativo";
art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: ", al
fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi
e per la gestione degli impianti";
art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: "e sulla base delle
valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale
Strategica di cui all'art. 9″;
art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: ", comma 2″;
art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: "Si applica quanto
previsto dall'art. 12.";
art. 29;
art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: "riferito ai rifiuti
radioattivi rinvenienti dalle attivita' disciplinate dal Titolo II
del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti
radioattivi rinvenienti dalle attivita' disciplinate da norme
precedenti";
art. 30, comma 2: "2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi
derivanti dalle attivita' disciplinate dal Titolo II del presente
decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 e' posto a
carico della Sogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell'ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro
dell'economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del
contenuto di radioattivita'. Tale contributo e' ripartito secondo
quanto previsto all'art. 23 comma 4.";
art. 30, comma 3: "3. La disposizione di cui al comma 2 non si
applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attivita' gia' esaurite
al momento dell'entrata in vigore del presente decreto, per i quali
rimane ferma la disciplina di cui all'art. 4 del decreto-legge 14
novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
dicembre 2003, n. 368, cosi' come modificato dall'art. 7-ter del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.";
l'intero Titolo IV, rubricato "Campagna di informazione",
contenente gli articoli 31 e 32;
art. 33;
art. 34;
art. 35, comma 1: "1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di
legge: a) articolo l0 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b)
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975,
n. 393."?».
"Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?".
2° Quesito sull Acqua Pubblica
(Quesito promosso dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua)
"Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale",
Legittimo impedimento
"Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l'articolo 2 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?".
Energia Nucleare
«Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni
successive, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,
la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della
finanza pubblica e la perequazione tributaria", limitatamente alle
seguenti parti:
art. 7, comma 1, lettera d: "d) realizzazione nel territorio
nazionale di impianti di produzione di energia nucleare;";
nonche' la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per
effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante
"Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle
imprese, nonche' in materia di energia", limitatamente alle seguenti
parti:
art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: "della
localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di
energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del
combustibile nucleare,";
art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: "Con i medesimi
decreti sono altresi' stabiliti le procedure autorizzative e i
requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attivita' di
costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui
al primo periodo.";
art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: ", con
oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o
nell'esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali e' fatto
divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali";
art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: "che i
titolari di autorizzazioni di attivita' devono adottare";
art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: "la
costruzione e l'esercizio di impianti per la produzione di energia
elettrica nucleare e di impianti per";
art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella "per"
che segue le parole "dei rifiuti radioattivi o";
art. 25, comma 2, lettera i): "i) previsione che le approvazioni
relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti
nucleari, gia' concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorita'
competenti di Paesi membri dell'Agenzia per l'energia nucleare
dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
(AENOCSE) o dalle autorita' competenti di Paesi con i quali siano
definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale
nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa
approvazione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare;";
art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: "gli
oneri relativi ai";
art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: "a
titolo oneroso a carico degli esercenti le attivita' nucleari e
possano essere";
art. 25, comma 2, lettera n): "n) previsione delle modalita'
attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare
dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il
«decommissioning»;";
art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue
le parole "per le popolazioni";
art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: ", al
fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi
e per la gestione degli impianti";
art. 25, comma 2, lettera q): "q) previsione, nell'ambito delle
risorse di bilancio disponibili allo scopo, di una opportuna campagna
di informazione alla popolazione italiana sull'energia nucleare, con
particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicita'.";
art. 25, comma 3: "Nei giudizi davanti agli organi di giustizia
amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione,
approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e
insediamenti produttivi concernenti il settore dell'energia nucleare
e relative attivita' di espropriazione, occupazione e asservimento si
applicano le disposizioni di cui all'art. 246 del codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.";
art. 25, comma 4: "4. Al comma 4 dell'articolo 11 del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche
rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta
sul territorio nazionale».";
art. 26;
art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "gli impieghi
pacifici dell'energia nucleare,";
art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "sia da impianti di
produzione di elettricita' sia";
art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "costruzione,
l'esercizio e la";
art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: "nell'ambito di
priorita' e indirizzi di politica energetica nazionale e";
art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: "sugli
impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,";
art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: "del
progetto, della costruzione e dell'esercizio degli impianti nucleari,
nonche' delle infrastrutture pertinenziali,";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: ",
diffidare i titolari delle autorizzazioni";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: "da
parte dei medesimi soggetti";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: "di cui
alle autorizzazioni";
art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola:
"medesime";
art. 29, comma 5, lettera h): "h) l'Agenzia informa il pubblico
con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull'ambiente
delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti
nucleari ed all'utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni
ordinarie che straordinarie;";
art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole:
"all'esercizio o";
art. 41, comma 1, limitatamente alle parole: "la produzione di
energia elettrica da fonte nucleare,";
nonche' il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo
risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive,
recante "Disciplina della localizzazione, della realizzazione e
dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di
energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del
combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile
irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e
campagne informative al pubblico, a norma dell'art. 25 della legge 23
luglio 2009, n. 99″, limitatamente alle seguenti parti:
il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole:
"della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel
territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica
nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,";
il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: "e
campagne informative al pubblico";
art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: "della disciplina
della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di
produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di
fabbricazione del combustibile nucleare,";
art. 1, comma 1, lettera a): "a) le procedure autorizzative e i
requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel
territorio nazionale delle attivita' di costruzione, di esercizio e
di disattivazione degli impianti di cui all'art. 2, comma 1, lettera
e), nonche' per l'esercizio delle strutture per lo stoccaggio del
combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello
stesso sito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;";
art. 1, comma 1, lettera b): "b) il Fondo per la disattivazione
degli impianti nucleari;";
art. 1, comma 1, lettera c): "c) le misure compensative relative
alle attivita' di costruzione e di esercizio degli impianti di cui
alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti,
delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli
enti locali interessati;";
art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: "e
future";
art. 1, comma 1, lettera g): "g) un programma per la definizione
e la realizzazione di una «Campagna di informazione nazionale in
materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare»;";
art. 1, comma 1, lettera h): "h) le sanzioni irrogabili in caso
di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.";
art. 2, comma 1, lettera b): "b) «area idonea» e' la porzione di
territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e
tecniche ed ai relativi parametri di riferimento che qualificano
l'idoneita' all'insediamento di impianti nucleari;";
art. 2, comma 1, lettera c): "c) «sito» e' la porzione dell'area
idonea che viene certificata per l'insediamento di uno o piu'
impianti nucleari;";
art. 2, comma 1, lettera e): "e) «impianti nucleari» sono gli
impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli
impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei
siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze,
ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio
del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente
connesse all'impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili
all'esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della
rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all'immissione in
rete dell'energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;";
art. 2, comma 1, lettera f): "f) «operatore» e' la persona fisica
o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che
manifesta l'interesse ovvero e' titolare di autorizzazione alla
realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;";
art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole:
"dall'esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: ", con il quale sono
delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali,
in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la
sicurezza nucleare";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: "la potenza
complessiva ed i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio
degli impianti nucleari da realizzare,";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: "valuta il contributo
dell'energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione
energetica,";
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: ", benefici economici
e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione";
art. 3, comma 2: "2. La Strategia nucleare costituisce parte
integrante della strategia energetica nazionale di cui all'art. 7 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.";
art. 3, comma 1, lettera a): "a) l'affidabilita' dell'energia
nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli
impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della
popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;";
art. 3, comma 3, lettera b): "b) i benefici, in termini di
sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall'introduzione di
una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico
nazionale;";
art. 3, comma 3, lettera c): "e) gli obiettivi di capacita' di
potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni
energetici nazionali ed i relativi archi temporali;";
art. 3, comma 3, lettera d): "d) il contributo che si intende
apportare, attraverso il ricorso all'energia nucleare, in quanto
tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli
obiettivi ambientali assunti in sede europea nell'ambito del
pacchetto clima energia nonche' alla riduzione degli inquinanti
chimico-fisici;";
art. 3, comma 3, lettera e): "e) il sistema di alleanze e
cooperazioni internazionali e la capacita' dell'industria nazionale
ed internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;";
art. 3, comma 3, lettera f): "f) gli orientamenti sulle modalita'
realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e
nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la
formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;";
art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: "impianti
a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli";
art. 3, comma 3, lettera h): "h) i benefici attesi per il sistema
industriale italiano e i parametri delle compensazioni per
popolazione e sistema delle imprese;";
art. 3, comma 3, lettera i): "i) la capacita' di trasmissione
della rete elettrica nazionale, con l'eventuale proposta di
adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l'obiettivo prefissato
di potenza da installare;";
art. 3, comma 3, lettera 1): "1) gli obiettivi in materia di
approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile
nucleare.";
l'intero Titolo II, rubricato "Procedimento unico per la
localizzazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari;
disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli
enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli
impianti", contenente gli articoli da 4 a 24;
art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: "della
disattivazione";
art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: "riceve
dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei
rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attivita' di cui all'art.
27, con modalita' e secondo tariffe stabilite con decreto del
Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero
dell'economia e finanze, ed";
art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: ",
calcolate ai sensi dell'art. 29 del presente decreto legislativo";
art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: ", al
fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi
e per la gestione degli impianti";
art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: "e sulla base delle
valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale
Strategica di cui all'art. 9″;
art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: ", comma 2″;
art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: "Si applica quanto
previsto dall'art. 12.";
art. 29;
art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: "riferito ai rifiuti
radioattivi rinvenienti dalle attivita' disciplinate dal Titolo II
del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti
radioattivi rinvenienti dalle attivita' disciplinate da norme
precedenti";
art. 30, comma 2: "2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi
derivanti dalle attivita' disciplinate dal Titolo II del presente
decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 e' posto a
carico della Sogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell'ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro
dell'economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del
contenuto di radioattivita'. Tale contributo e' ripartito secondo
quanto previsto all'art. 23 comma 4.";
art. 30, comma 3: "3. La disposizione di cui al comma 2 non si
applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attivita' gia' esaurite
al momento dell'entrata in vigore del presente decreto, per i quali
rimane ferma la disciplina di cui all'art. 4 del decreto-legge 14
novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
dicembre 2003, n. 368, cosi' come modificato dall'art. 7-ter del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.";
l'intero Titolo IV, rubricato "Campagna di informazione",
contenente gli articoli 31 e 32;
art. 33;
art. 34;
art. 35, comma 1: "1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di
legge: a) articolo l0 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b)
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975,
n. 393."?».
domenica 24 aprile 2011
Tranchina adesso collabora: "Ho comprato io i telecomandi per la strage di via D’Amelio. Per chi si votava? Per Forza Italia"
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| Fabio Tranchina |
venerdì 22 aprile 2011
Vogliono boicottare il referendum: rompiamo il silenzio
di Giuseppe Giulietti*
Non bisogna cadere nella trappola, bisogna comportarsi come se le votazioni fossero domattina
Ed ora ci riproveranno con i referendum sull'acqua, come per altro ha già annunciato il ministro Romani. Così, dopo aver imbrogliato le carte sul nucleare, cercheranno di fare lo stesso con gli altri quesiti, in modo da svuotare la consultazione e da impedire che il referendum sul legittimo impedimento, quello che turba i sonni del capo, sia affossato per mancanza di quorum. Siamo in presenza di una colossale truffa che dovrebbe trovare la risposta unitaria anche di chi non ha firmato i referendum, persino di chi non li condivide in parte o in tutto. Lo strappo democratico che si è già consumato non può essere archiviato, magari per non scontentare gli interessi di chi già si lecca i baffi ed il conto in banca al pensiero dei soldi che potrà ricavare dalle privatizzazioni degli acquedotti.
Quello che sta accadendo è un dichiarato imbroglio per far passare il tempo, per allentare la tensione, per impedire che ai cittadini sia fornita una adeguata informazione sui referendum. Non bisogna cadere nella trappola, bisogna comportarsi come se le votazioni fossero domattina. Per queste ragioni l'associazione Articolo 21, insieme a tanti altri comitati e movimenti che hanno dato vita alla grande manifestazione per la costituzione del 12 marzo scorso, ha deciso di promuovere sulle piazze virtuali e sulle piazze reali Il "referendum week", una settimana di campagna informativa per spiegare ai cittadini che i referendum ci saranno, che quello in atto è solo un imbroglio, che le supreme magistrature non potranno che respingere un simile trucco, anzi proprio a loro chiediamo di tutelare la legalità costituzionale e di impedire che l'interesse privato possa continuare a soffocare l'interesse generale.
A tutto il mondo della comunicazione, dell'informazione, della cultura chiediamo di aderire a questa campagna, di trovare il modo di rompere la consegna del silenzio, di usare loro stessi e i propri spettacoli o le proprie trasmissioni per invitare gli italiani a rifiutare il broglio perchè potrebbe essere la premessa di brogli ancora più gravi ed ancora più insidiosi per la vita pubblica. Il 25 aprile ed il primo maggio sono due date simboliche per l'Italia civile, usiamole anche per respingere l'assalto di chi, dopo aver regalato la prescrizione al capo, vorrebbe "proscrivere" il diritto degli italiani a pronunciarsi liberamente sui quesiti referendari.
NdR: a partire da oggi è stata avviata sul sito una raccolta firme all'appello "Cara Cassazione facci votare ai Referendum". Tra i primi firmatari Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, Federico Orlando, Presidente Articolo21, Vincenzo Vita, Senatore PD, Ottavia Piccolo, attrice teatrale, Roberto Morrione, direttore Libera Informazione
*Articolo21.org
Non bisogna cadere nella trappola, bisogna comportarsi come se le votazioni fossero domattina
Ed ora ci riproveranno con i referendum sull'acqua, come per altro ha già annunciato il ministro Romani. Così, dopo aver imbrogliato le carte sul nucleare, cercheranno di fare lo stesso con gli altri quesiti, in modo da svuotare la consultazione e da impedire che il referendum sul legittimo impedimento, quello che turba i sonni del capo, sia affossato per mancanza di quorum. Siamo in presenza di una colossale truffa che dovrebbe trovare la risposta unitaria anche di chi non ha firmato i referendum, persino di chi non li condivide in parte o in tutto. Lo strappo democratico che si è già consumato non può essere archiviato, magari per non scontentare gli interessi di chi già si lecca i baffi ed il conto in banca al pensiero dei soldi che potrà ricavare dalle privatizzazioni degli acquedotti.
Quello che sta accadendo è un dichiarato imbroglio per far passare il tempo, per allentare la tensione, per impedire che ai cittadini sia fornita una adeguata informazione sui referendum. Non bisogna cadere nella trappola, bisogna comportarsi come se le votazioni fossero domattina. Per queste ragioni l'associazione Articolo 21, insieme a tanti altri comitati e movimenti che hanno dato vita alla grande manifestazione per la costituzione del 12 marzo scorso, ha deciso di promuovere sulle piazze virtuali e sulle piazze reali Il "referendum week", una settimana di campagna informativa per spiegare ai cittadini che i referendum ci saranno, che quello in atto è solo un imbroglio, che le supreme magistrature non potranno che respingere un simile trucco, anzi proprio a loro chiediamo di tutelare la legalità costituzionale e di impedire che l'interesse privato possa continuare a soffocare l'interesse generale.
A tutto il mondo della comunicazione, dell'informazione, della cultura chiediamo di aderire a questa campagna, di trovare il modo di rompere la consegna del silenzio, di usare loro stessi e i propri spettacoli o le proprie trasmissioni per invitare gli italiani a rifiutare il broglio perchè potrebbe essere la premessa di brogli ancora più gravi ed ancora più insidiosi per la vita pubblica. Il 25 aprile ed il primo maggio sono due date simboliche per l'Italia civile, usiamole anche per respingere l'assalto di chi, dopo aver regalato la prescrizione al capo, vorrebbe "proscrivere" il diritto degli italiani a pronunciarsi liberamente sui quesiti referendari.
NdR: a partire da oggi è stata avviata sul sito una raccolta firme all'appello "Cara Cassazione facci votare ai Referendum". Tra i primi firmatari Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, Federico Orlando, Presidente Articolo21, Vincenzo Vita, Senatore PD, Ottavia Piccolo, attrice teatrale, Roberto Morrione, direttore Libera Informazione
*Articolo21.org
I cittadini calpestati
di STEFANO RODOTÀ
Ogni giorno ha la sua pena istituzionale. Davvero preoccupante è l'ultima trovata del governo: la fuga dai referendum. Mercoledì si è voluto cancellare quello sul nucleare. Ora si vuole fare lo stesso con i due quesiti che riguardano la privatizzazione dell'acqua. Le torsioni dell'ordinamento giuridico non finiscono mai, ed hanno sempre la stessa origine. È del tutto evidente la finalità strumentale dell'emendamento approvato dal Senato con il quale si vuole far cadere il referendum sul nucleare. Timoroso dell'"effetto Fukushima", che avrebbe indotto al voto un numero di cittadini sufficiente per raggiungere il quorum, il governo ha fatto approvare una modifica legislativa per azzerare quel referendum nella speranza che a questo punto non vi sarebbe stato il quorum per il temutissimo referendum sul legittimo impedimento e per gli scomodi referendum sull'acqua. Una volta di più si è usata disinvoltamente la legge per mettere il presidente del Consiglio al riparo dai rischi della democrazia.
Una ennesima contraddizione, un segno ulteriore dell'irrompere continuo della logica ad personam. L'uomo che ogni giorno invoca l'investitura popolare, come fonte di una sua indiscutibile legittimazione, fugge di fronte ad un voto dei cittadini.
Ma, fatta questa mossa, evidentemente gli strateghi della decostituzionalizzazione permanente devono essersi resi conto che i referendum sull'acqua hanno una autonoma e forte capacità di mobilitazione. Fanno appello a un dato di vita materiale, individuano bisogni, evocano il grande tema dei beni comuni, hanno già avuto un consenso senza precedenti nella storia della Repubblica, visto che quelle due richieste di referendum sono state firmate da 2 milioni di cittadini, senza alcun sostegno di grandi organizzazioni, senza visibilità nel sistema dei media. Pur in assenza del referendum sul nucleare, si devono esser detti i solerti curatori del benessere del presidente del Consiglio, rimane il rischio che il tema dell'acqua porti comunque i cittadini alle urne, renda possibile il raggiungimento del quorum e, quindi, trascini al successo anche il referendum sul legittimo impedimento. Per correre questo rischio? Via, allora, al bis dell'abrogazione, anche se così si fa sempre più sfacciata la manipolazione di un istituto chiave della nostra democrazia.
Caduti i referendum sul nucleare e sull'acqua, con le loro immediate visibili motivazioni, e ridotta la consultazione solo a quello sul legittimo impedimento, si spera che diminuisca la spinta al voto e Berlusconi sia salvo.
Quest'ultimo espediente ci dice quale prezzo si stia pagando per la salvezza di una persona. Travolto in più di un caso il fondamentale principio di eguaglianza, ora si vogliono espropriare i cittadini di un essenziale strumento di controllo, della loro funzione di "legislatore negativo".
L'aggressione alle istituzioni prosegue inarrestabile. Ridotto il Parlamento a ruolo di passacarte dei provvedimenti del governo, sotto tiro il Presidente della Repubblica, vilipesa la Corte costituzionale, ora è il turno del referendum. Forse la traballante maggioranza ha un timore e una motivazione che va oltre la stessa obbligata difesa di Berlusconi. Può darsi che qualcuno abbia memoria del 1974, di quel voto sul referendum sul divorzio che mise in discussione equilibri politici che sembravano solidissimi. E allora la maggioranza vuole blindarsi contro questo ulteriore rischio, contro la possibilità che i cittadini, prendendo direttamente la parola, sconfessino il governo e accelerino la dissoluzione della maggioranza.
È resistibile questa strategia? In attesa di conoscere i dettagli tecnici riguardanti i quesiti referendari sull'acqua è bene tornare per un momento sull'emendamento con il quale si è voluto cancellare il referendum sul nucleare. Questo è congegnato nel modo seguente: le parti dell'emendamento che prevedono l'abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario, sono incastonate tra due commi con i quali il governo si riserva di tornare sulla questione, una volta acquisite "nuove evidenze scientifiche mediante il supporto dell'agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea". E lo farà entro dodici mesi adottando una "Strategia energetica nazionale", per la quale furbescamente non si nomina, ma neppure si esclude, il ricorso al nucleare. Si è giustamente ricordato che, fin dal 1978, la Corte costituzionale ha detto con chiarezza che, modificando le norme sottoposte a referendum, al Parlamento non è permesso di frustrare "gli intendimenti dei promotori e dei sottoscrittori delle richieste di referendum" e che il referendum non si tiene solo se sono stati del tutto abbandonati "i principi ispiratori della complessiva disciplina preesistente". Si può ragionevolmente dubitare che, vista la formulazione dell'emendamento sul nucleare, questo sia avvenuto. E questo precedente induce ad essere sospettosi sulla soluzione che sarà adottata per l'acqua. Di questo dovrà occuparsi l'ufficio centrale del referendum che, qualora accerti quella che sembra essere una vera frode del legislatore, trasferirà il referendum sulle nuove norme. La partita, dunque, non è chiusa.
Da questa vicenda può essere tratta una non indifferente morale politica. Alcuni esponenti dell'opposizione avrebbero dovuto manifestare maggiore sobrietà in occasione dell'approvazione dell'emendamento sul nucleare, senza abbandonarsi a grida di vittoria che assomigliano assai a un respiro di sollievo per essere stati liberati dall'obbligo di parlar chiaro su un tema così impegnativo e davvero determinante per il futuro dell'umanità.
Dubito che questa sarebbe la reazione dei promotori del referendum sull'acqua qualora si seguisse la stessa strada. Ma proprio l'aggressione al referendum e ai diritti dei cittadini promotori e votanti, la spregiudicata manipolazione degli istituti costituzionali fanno nascere per l'opposizione un vero e proprio obbligo. Agire attivamente, mobilitarsi perché il quorum sia raggiunto, si voti su uno, due, tre o quattro quesiti. Si tratta di difendere il diritto dei cittadini a far sentire la loro voce, quale che sia l'opinione di ciascuno. Altrimenti, dovremo malinconicamente registrare l'ennesimo scarto tra parole e comportamenti, che certo non ha giovato alla credibilità delle istituzioni.
(La Repubblica, 22 aprile 2011)
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| Stefano Rodotà |
Una ennesima contraddizione, un segno ulteriore dell'irrompere continuo della logica ad personam. L'uomo che ogni giorno invoca l'investitura popolare, come fonte di una sua indiscutibile legittimazione, fugge di fronte ad un voto dei cittadini.
Ma, fatta questa mossa, evidentemente gli strateghi della decostituzionalizzazione permanente devono essersi resi conto che i referendum sull'acqua hanno una autonoma e forte capacità di mobilitazione. Fanno appello a un dato di vita materiale, individuano bisogni, evocano il grande tema dei beni comuni, hanno già avuto un consenso senza precedenti nella storia della Repubblica, visto che quelle due richieste di referendum sono state firmate da 2 milioni di cittadini, senza alcun sostegno di grandi organizzazioni, senza visibilità nel sistema dei media. Pur in assenza del referendum sul nucleare, si devono esser detti i solerti curatori del benessere del presidente del Consiglio, rimane il rischio che il tema dell'acqua porti comunque i cittadini alle urne, renda possibile il raggiungimento del quorum e, quindi, trascini al successo anche il referendum sul legittimo impedimento. Per correre questo rischio? Via, allora, al bis dell'abrogazione, anche se così si fa sempre più sfacciata la manipolazione di un istituto chiave della nostra democrazia.
Caduti i referendum sul nucleare e sull'acqua, con le loro immediate visibili motivazioni, e ridotta la consultazione solo a quello sul legittimo impedimento, si spera che diminuisca la spinta al voto e Berlusconi sia salvo.
Quest'ultimo espediente ci dice quale prezzo si stia pagando per la salvezza di una persona. Travolto in più di un caso il fondamentale principio di eguaglianza, ora si vogliono espropriare i cittadini di un essenziale strumento di controllo, della loro funzione di "legislatore negativo".
L'aggressione alle istituzioni prosegue inarrestabile. Ridotto il Parlamento a ruolo di passacarte dei provvedimenti del governo, sotto tiro il Presidente della Repubblica, vilipesa la Corte costituzionale, ora è il turno del referendum. Forse la traballante maggioranza ha un timore e una motivazione che va oltre la stessa obbligata difesa di Berlusconi. Può darsi che qualcuno abbia memoria del 1974, di quel voto sul referendum sul divorzio che mise in discussione equilibri politici che sembravano solidissimi. E allora la maggioranza vuole blindarsi contro questo ulteriore rischio, contro la possibilità che i cittadini, prendendo direttamente la parola, sconfessino il governo e accelerino la dissoluzione della maggioranza.
È resistibile questa strategia? In attesa di conoscere i dettagli tecnici riguardanti i quesiti referendari sull'acqua è bene tornare per un momento sull'emendamento con il quale si è voluto cancellare il referendum sul nucleare. Questo è congegnato nel modo seguente: le parti dell'emendamento che prevedono l'abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario, sono incastonate tra due commi con i quali il governo si riserva di tornare sulla questione, una volta acquisite "nuove evidenze scientifiche mediante il supporto dell'agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea". E lo farà entro dodici mesi adottando una "Strategia energetica nazionale", per la quale furbescamente non si nomina, ma neppure si esclude, il ricorso al nucleare. Si è giustamente ricordato che, fin dal 1978, la Corte costituzionale ha detto con chiarezza che, modificando le norme sottoposte a referendum, al Parlamento non è permesso di frustrare "gli intendimenti dei promotori e dei sottoscrittori delle richieste di referendum" e che il referendum non si tiene solo se sono stati del tutto abbandonati "i principi ispiratori della complessiva disciplina preesistente". Si può ragionevolmente dubitare che, vista la formulazione dell'emendamento sul nucleare, questo sia avvenuto. E questo precedente induce ad essere sospettosi sulla soluzione che sarà adottata per l'acqua. Di questo dovrà occuparsi l'ufficio centrale del referendum che, qualora accerti quella che sembra essere una vera frode del legislatore, trasferirà il referendum sulle nuove norme. La partita, dunque, non è chiusa.
Da questa vicenda può essere tratta una non indifferente morale politica. Alcuni esponenti dell'opposizione avrebbero dovuto manifestare maggiore sobrietà in occasione dell'approvazione dell'emendamento sul nucleare, senza abbandonarsi a grida di vittoria che assomigliano assai a un respiro di sollievo per essere stati liberati dall'obbligo di parlar chiaro su un tema così impegnativo e davvero determinante per il futuro dell'umanità.
Dubito che questa sarebbe la reazione dei promotori del referendum sull'acqua qualora si seguisse la stessa strada. Ma proprio l'aggressione al referendum e ai diritti dei cittadini promotori e votanti, la spregiudicata manipolazione degli istituti costituzionali fanno nascere per l'opposizione un vero e proprio obbligo. Agire attivamente, mobilitarsi perché il quorum sia raggiunto, si voti su uno, due, tre o quattro quesiti. Si tratta di difendere il diritto dei cittadini a far sentire la loro voce, quale che sia l'opinione di ciascuno. Altrimenti, dovremo malinconicamente registrare l'ennesimo scarto tra parole e comportamenti, che certo non ha giovato alla credibilità delle istituzioni.
(La Repubblica, 22 aprile 2011)
giovedì 14 aprile 2011
Delitto Rostagno: parla Chicca Roveri: «Ecco Mauro, il mio compagno»
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| Mauro Rostagno |
La sera del delitto: «Corsi verso l’auto e mi sono seduta quasi in braccio a Mauro, era già morto, ma gli parlai lo stesso»
«Mauro era il mio compagno, lo è stato per 17 anni e io sarei la sua compagna ancora oggi se non fosse morto». È cominciata così la deposizione davanti alla Corte di Assise di Trapani di Chicca Roveri, la compagna di Mauro Rostagno, il sociologo e giornalista ucciso a Lenzi di Valderice il 26 settembre del 1988. Ed è cominciata così non a caso: durante le precedenti udienze erano uscite vicende «personali» raccontate in modo tale che non facevano molto onore, nè a lei nè a Rostagno. Ed allora a scanso di equivoci, per sgombrare il campo che il delitto poteva essere stato originato da questione di «corna», ipotesi che gira ogni volta che la mafia commette un delitto in Sicilia, così che alla fine finisce con l'uccidere due, tre, quattro volte, Chicca Roveri ha voluto confermare che le storie personali fuori dal loro rapporto le hanno avute entrambi, perchè «si era deciso di vivere in piena libertà, ma la nostra vita veniva condotta come se fossimo stati marito e moglie». Le ragioni del delitto insomma cercatele altrove, verso dove le ha indicate la Procura di Palermo, e cioè in direzione di Cosa nostra.
Ci sono voluti 22 anni per arrivare al processo. Le udienze fin qui tenute hanno fatto emergere indagini malfatte, depistaggi, l’ombra dei servizi quando l’inchiesta sotto la guida del procuratore Garofalo a Trapani cominciò a toccare «fili scoperti». Ma per arrivare all’ipotesi del delitto di mafia si è dovuto attendere il 1998 con il trasferimento degli atti a Palermo, Procura antimafia, e poi il 2008 con le indagini della Squadra Mobile di Trapani quando l’inchiesta stava per andare in archivio. Lei, Chicca Roveri, in questo periodo conobbe anche l’arresto, accusata, prosicolta e archiviata, dall’accusa di favoreggiamento. Una donne forte, lo ha dimostrato ieri davanti ai giudici quando ha chiesto, lei, scusa ad un certo punto, perchè la foga del parlare l’aveva portato a dare del «cretino» a chi aveva indagato nella direzione sbagliata.
Lei che forse le scuse dovrebbe riceverle ogni giorno per quello che le è toccato subire. Tanti anni di indagini inutili per arrivare a quel punto di partenza, il delitto di mafia del quale si aveva precisa contezza sin da quella sera del settembre 1988: «Debbo pensare due cose: o in queste indagini c'è stato un concentrato di cretini, oppure un continuo tentativo di non arrivare mai alla verità». La Roveri ha poi definito «come un allontanamento voluto dalla verità», il tentativo dell'avvocato Luigi Ligotti (parte civile nel processo per l'uccisione del commissario Calabresi) di addossare a Lotta continua la responsabilità dell'omicidio Rostagno. Li Gotti fece quest'affermazione durante un'udienza del processo Calabresi. «Mi chiedo come mai un avvocato di Milano - ha detto la Roveri - fosse in possesso di notizie che dovevano essere coperte da segreto istruttorio».Una deposizione che non è finita e proseguirà il 20 aprile. Ha parlato del lavoro di Mauro, come giornalista, le denunce contro la mafia, la droga, il malaffare: «Un giorno esordì in un editoriale in questo modo – ha ricordato – qualche mio caro amico mi ha consigliato di abbassare i toni perchè questo lavoro rischia di fare male alla Sicilia e alla comunità, io continuo a pensare e a dire che la migliore pubblicità che si può fare alla Sicilia è quella di affermare che la mafia va abbattuta». E poi la storia della cassetta tv con registrate le riprese di un traffico di armi sulla pista di un aeroporto ufficialmente inattivo dal 1954, alle porte di Trapani.
«Sapevo che lui teneva una cassetta audio dove registrava le telefonate da quando riceveva minacce telefoniche». Di questa cassetta ne parlò Sergio Di Cori uno che nel ’96 dopo l'arresto si presentò come amico di Mauro, «ma io mai lo avevo nè visto nè sentito dire. Per telefono mi disse che sapeva chi aveva ucciso Mauro, io penso che se c’è qualcuno che sa di un delitto lo viene a raccontare subito e non aspetta otto anni. In quella occasione il suo racconto ogni volta che lo esprimeva si coloriva sempre di più, parlava male di Napolitano, diceva che Veltroni e Berlusconi erano d’accordo, non ci sembrò credibile».
Di cosa si occupò in ultimo Rostagno? «Di un grosso scandalo a Marsala, c’entrava il Psi che lì aveva la roccaforte. Ricordo che Cardella parlò a Martelli dopo il delitto, e questi gli disse che i socialisti non c’entravano, “ladri si ma assassini no”, così gli avrebbe risposto». E la sera del delitto? «Corsi verso l’auto e mi sono seduta quasi in braccio a Mauro, era già morto, ma gli parlai lo stesso».
Il pm Gaetano Paci ha prodotto ieri un rapporto dei carabinieri dello scorso 6 aprile che hanno documentato e descritto quanto c’è nei loro archivi degli atti inerenti Mauro Rostagno e la sua attività giornalistica. Sono stati trovati verbali di sommarie informazioni resi da Rostagno relativi allo scandalo della loggia massonica coperta Iside 2. Il pm Paci ha confermato che alcuni verbali in effetti non erano mai stati depositati nel fascicolo processuale, perchè non trasmessi dai carabinieri. Sono gli atti formati dall'allora brigadiere Cannas (oggi luogotenente e comandante della stazione di Buseto) che quando è stato sentito come teste nel processo non se ne era ricordato rispondendo alle domande della Corte e delle parti. Anche il suo ex comandante, l’odierno generale Nazareno Montanti, si era dimenticato rispondendo ai giudici di un suo rapporto del 22 giugno 1987 a proposito della loggia Iside 2 e di presenze del Gran maestro della P2 Licio Gelli a Trapani. Prende forma la realtà trapanese di quegli anni. Quella che Rostagno aveva percepito e per la quale forse è stato ucciso dalla mafia, per avere intuito molti segreti.
Il presidente della Corte, giudice Angelo Pellino, ha chiesto di avere conoscenza dei verbali di restituzione della borsa di Rostagno, quelli relativi al repertamento dei pezzi di fucile trovati sulla scena del delitto, dei verbali di acquisizione delle cassette presso l'emittente Rtc. Ad apertura di udienza l’avv. Galluffo ha tenuto a precisare di non avere sollevato alcuna denuncia a proposito di mancato deposito di atti. Il «caso» riguardava i faldoni (17 in tutto) dell’inchiesta denominata «Codice Rosso» (la pista interna finita archiviata), il pm Francesco Del Bene ha assicurato che i faldoni sono a disposizione delle parti, mai spariti. «I documenti ci sono – ha detto – basta cercarli che si trovano».
Intanto una novità arriva dagli Usa, ma riguarda il ricordo. Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato e Mauro Rostagno: i nomi di questi quattro giornalisti uccisi in Sicilia dalla mafia negli ultimi decenni sono stati aggiunti al «Journalist Memorial» del Newseum di Washington insieme a quelli di 59 giornalisti uccisi in vari Paesi nel 2010 mentre svolgevano il loro lavoro di cronisti. Lo ha reso noto l’osservatorio «Ossigeno per l’Informazione». Sono stati aggiunti, oltre ai quattro italiani, anche i nomi di altri 14 giornalisti che hanno perso la vita per ragioni legate al loro lavoro negli anni scorsi. Il «Journalist Memorial» del Newseum, inaugurato nel 2008, contiene adesso 2.084 nomi. Il prossimo 16 maggio, la lista aggiornata sarà presentata a Washington in una cerimonia ufficiale al Newseum.
Il «caso» ha voluto che la notizia sia diventata di dominio pubblico nella giornata forse più tesa del processo per il delitto Rostagno, da quando il dibattimento è cominciato davanti alla Corte di Assise di Trapani. La deposizione di Chicca Roveri ha suscitato continua emozione in chi l’ha ascoltata. «Per la prima volta – ha detto – mi viene offerta la possibilità di dire ciò che ho visto. La sera del delitto (26 settembre 1988 ndr) sono stata per tre ore nella caserma dei carabinieri di Napola (territorialmente competente rispetto al luogo del delitto, Lenzi di Valderice ndr), senza che nessuno mi rivolgesse alcuna domanda. Mi sono chiesta quale fosse il senso della mia presenza in caserma. Pensavo che mi avevano chiamato a fare la “bella statuina”».
La donna ha anche parlato di un «incontro informale» con l’allora procuratore capo di Trapani, Antonio Coci, «che non verbalizzò nulla - ha spiegato la Roveri - e mi chiese di non parlare con nessuno del nostro appuntamento, perchè sarebbe stato pericoloso per la sua e per la mia incolumità». All’incontro, secondo la Roveri, era presente il sottufficiale dei carabinieri, Beniamino Cannas, che è stato sentito come teste nelle scorse udienze, ma non ha riferito questo episodio. Così come Cannas fu presente tempo dopo in altra occasione quando la Roveri fu sentita dall’allora procuratore Sergio Lari e dal pm Massimo Palmeri. Il pm Paci ha chiesto di ascoltare nuovamente Cannas in una delle prossime udienze.
Toccante è stata la parte del racconto di Chicca Roveri sull’ultimo periodo di vita di Mauro Rostagno. «È come se nelle parole che lui ci diceva o pronunciava in tv voleva che si percepisse l’esistenza di altre parole, che voleva dire altro. Ci concedemmo una vacanza, noi che non potevamo, in una casa di Saman, alcuni giorni per stare da soli, e quella volta mi disse che lui “non aveva paura di morire”. Voleva forse dirmi qualcosa. Così come – ha proseguito – negli ultimi periodi mi faceva continui regali, portava Maddalena a cena fuori, come se volesse che la sua presenza tra di noi fosse consolidata, stava lasciandoci il suo segno dico oggi con il senno di poi».
Trapani, 14.04.2011
La favola del processo breve
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| Gian Carlo Caselli |
Noi italiani siamo convinti di essere molto furbi. Più furbi degli altri e orgogliosi di ciò. Non c’è barzelletta che abbia come protagonisti, per dire, un francese, un tedesco e un italiano che non ci veda prevalere alla grande. Ma forse siamo cambiati. Perché ormai ce le beviamo tutte con allegria. Da tempo, infatti, ci prendono in giro e siamo contenti. Ci ingannano e godiamo. Cadere in trappola ci inebria.
Formule come “riforma (epocale) della giustizia” e “processo breve” sono né più né meno che ipocrisie degne della peggior propaganda ingannevole. Se le parole avessero ancora un senso, e non fossero usate come conigli estratti da un cilindro, sarebbe chiaro che di riforma della giustizia si potrebbe parlare soltanto se si facesse qualcosa per accelerare la conclusione dei processi. Ma se non si fa niente in questa direzione, parlare a vanvera di riforma della giustizia equivale a sollevare spesse cortine fumogene intorno al vero obiettivo: che è quello di mettere la magistratura al guinzaglio della maggioranza politica del momento (oggi, domani e dopodomani), buttando nella spazzatura ogni prospettiva di legge uguale per tutti.
Quanto al sedicente “processo breve”, siamo al gioco di prestigio. La riforma, infatti, avrebbe come effetto non un processo breve ma un processo ammazzato a tradimento (con l’aggravante dei futili motivi). Ovviamente schierarsi contro il processo breve è da folli. Sarebbe come rifiutare una medicina efficace contro il cancro. Qui però non si tratta neanche dell’elisir di Dulcamara! Non basta urlare a squarciagola che il processo sarà breve. Occorre fare qualcosa di serio (procedure snellite; più mezzi agli uffici giudiziari) perché si possa arrivare a sentenza in tempi più rapidi. Se non si fa nulla è come proclamare ai quattro venti che la squadra di calcio del Portogruaro vincerà sicuramente la Champions, confidando nella disattenzione o dabbenaggine di chi ascolta.
Ora, come per vincere la Champions ci vuole una squadra attrezzata, così per avere un processo davvero breve ci vogliono interventi che il processo lo facciano finire prima: ma finire con una sentenza nel merito (innocente o colpevole), non con una dichiarazione di morte per non aver rispettato un termine stabilito ex novo, più o meno a capocchia. In verità la riforma ha un sapore di truffa (verbale), perché i tempi non saranno ridotti ma castrati, ed i processi non saranno abbreviati ma morti e sepolti. In parole povere: si fissa un termine che deve essere rispettato a pena di morte senza minimamente preoccuparsi del fatto che l’attuale sfascio del sistema non consentirà di rispettarlo in una infinità di processi. È come pretendere che un palombaro vestito da palombaro percorra i cento metri in pochissimi secondi, sennò muore. Assurdo, esattamente come il sedicente processo “breve”. Una mannaia che impedirà di accertare colpe e responsabilità e concluderà il processo con un’attestazione di decesso (estinzione) tanto burocratica quanto definitiva e tombale. Uno schiaffo alla fatica che le forze dell’ordine compiono per assicurare alla giustizia fior di delinquenti. Uno schiaffo al dolore e alla sofferenza delle vittime dei reati.
Uno schiaffo alla sicurezza dei cittadini. Proprio quella sicurezza su cui sono state costruite solide fortune elettorali. Sicurezza che ora diventa – di colpo – roba di scarto, rivelando con assoluta evidenza come il tema sia considerato un’opportunità da sfruttare biecamente, anche gabbando la povera gente, più che un problema da risolvere. E tutto questo perché? Per fare un favore a LUI, all’altissimo (ed ecco i futili motivi). Non sfugge a nessuno, difatti, che l’obiettivo vero non è tanto ammazzare migliaia di processi, quanto piuttosto sopprimere – nell’ammucchiata – anche quel paio di cosucce che appunto interessano a LUI. Con tripudio di un esercito di scippatori, borseggiatori, topi d’alloggio e ladri assortiti, truffatori, sfruttatori di donne, spacciatori di droga, corruttori, usurai, bancarottieri, estortori, ricattatori, appaltatori disonesti, pedofili, violenti d’ogni risma, operatori economici incuranti delle regole che vietano le frodi in commercio e tutelano la salute dei consumatori, imprenditori che spregiano la sicurezza sui posti di lavoro e via elencando...
Questo catalogo già sterminato di gentiluomini che la faranno franca, che si ritroveranno impuniti come se avessero vinto al totocalcio senza neppure giocare la schedina, si “arricchirà” all’infinito con la cosiddetta “prescrizione breve”: un’altra misura che sa di presa per il naso, l’ennesima leggina “ad personam” (meglio, la fotografia di LUI in persona) che fa a pugni col principio di buona fede legislativa. Sarebbe poco se fosse una di quelle barzellette che il premier usa raccontare in pubblico per il divertimento di chi ama l’ossequio servile. Invece si tratta di una bastonata in testa a una giustizia che già sta affogando. Una catastrofe per l’Italia, perché il feudo di Arcore possa continuare a svettare sulla palude nella quale annaspano i comuni mortali in cerca di giustizia.
il Fatto quotidiano, 13 aprile 2011
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