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venerdì 6 luglio 2007

Più Cidma per tutti...

di MARIO MIDULLA

Egregio direttore,
dopo avere assistito all’ultima assemblea straordinaria dei soci del Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, tenutasi il 5 luglio, che seguiva un consiglio straordinario del comune di Corleone che si era pronunciato il giorno prima sulle modifiche statutarie dello Statuto dello stesso Cidma, deliberando un documento all’unanimità (assolutamente non considerato nella stesura delle stesse “variazioni disinteressate”) ed eleggendo successivamente in assemblea ordinaria il “nuovo” Presidente, mi permetto di attingere a piene mani da un “vecchio” Città Nuove cartaceo che uscì in occasione dell’inaugurazione del centro in questione.
Il 12 dicembre del 2000, Corleone ebbe l’onore di ricevere il presidente della Repubblica Ciampi, il vicesegretario dell’ONU Arlacchi, il ministro dell’Interno Bianco, il presidente della Camera dei Deputati Violante, il Presidente della Commissione Nazionale Antimafia Lumia, il capo del Dap Caselli, il vice capo della Polizia Manganelli, il Comandante dei Carabinieri Siracusa, il Procuratore Capo della Repubblica Grasso, il presidente della Regione Sicilia Leanza, il Presidente dell’ARS Cristaldi, il Presidente della Provincia Musotto, il sindaco di Palermo Orlando, il giudice Ingroia, Don Ciotti, rappresentanti dei sindacati ecc.
Il giorno precedente, a Palazzo Steri, sede del Rettorato dell’Università di Palermo, il prof. Giovanni Conso, presidente della Corte Costituzionale, firmava il protocollo d’intesa e l’approvazione dello Statuto del Centro di Documentazione sulla Mafia e sul movimento Antimafia, subito seguito oltre che dal sindaco di Corleone Cipriani, dal rettore dell’università di Palermo Silvestri e poi Don Ciotti per il “Gruppo Abele”, “Libera” e “ Narcomafie”, il giudice Aldo Rizzo per il centro “Cesare Terranova”, Umberto Santino per il centro “Giuseppe Impastato”, l’on Ino Vizzini per il centro “Pio La Torre”, il prof. Carmelo Spadaro per il centro “Gaetano Costa”, Salvo Lipari per l’Arci Sicilia, il prof. Giovanni Ruffino per la facoltà di Lettere, Lorenzo Baldo per “Antimafia 2000), il prof. Stefano Santangelo per l’Irsae Sicilia, il senatore Cipolla per per il Cepes, il prof. Giuseppe Casarrubea per l’associazione “Non solo Portella”, Francesco Cantafia per la C.G.I.L., Maria Maniscalco per il Consorzio “Sviluppo e Legalità”, Dino Paternostro per l”Associazione “Città Nuove”.
Inoltre, il 12 dicembre del duemila, quattordici Capi di Stato, più di cento ministri e oltre duemila delegati da 180 paesi del mondo, firmavano a Palermo, la Convenzione ONU contro la criminalità transnazionale nell’ambito della lotta al crimine che prevedeva appunto come crimine il reato di appartenenza ad associazione di stampo criminale, di riciclaggio di denaro sporco, corruzione e intralcio alla giustizia.
Non è il caso che mi porta ad elencare il contesto in cui è nato il Cidma, associazione che si trova sotto i riflettori non solo dell’Italia ma di tutto il mondo.
Ed ho pensato a tutte queste associazioni in quanto in un contesto assembleare straordinario ed ordinario, non ne ho visto traccia . Se nel loro DNA associativo avevano sposato la “scommessa” di intraprendere un percorso di antimafia e promozione della conoscenza dei crimini e delle mafie tutte, oggi altre associazioni regolarmente costituite ne hanno preso il posto con “spaventosa tempestività contemporanea”e probabilmente con oggetti sociali un po’ fuori dal contesto Cidma .
Lo scopo statutario di promuovere lo studio del “fenomeno mafioso e dei fenomeni criminali affini” nonché “ della storia del movimento antimafia e delle singole personalità che lo hanno animato specie tra le nuove generazioni” va perseguito senza compromessi, senza spinte esagerate di associazionismo che vadano oltre le finalità primarie di questa nostra associazione.
E’ importante valutare noi tutti la necessità di mantenere l’associazione in un ambito meramente nazionale ed internazionale con il Comune di Corleone sempre garante del cammino intrapreso e che invece scompare in quanto un’assemblea, essendo sovrana, elegge chi vuole, dal Presidente al Consiglio direttivo, lasciando le “briciole decisionali” al sindaco ed al presidente del consiglio comunale..
Stravolgere o modificare con passaggi forzati un cammino di legalità intrapreso da tutti noi cittadini corleonesi agli occhi di chi ci osserva sia dal punto di vista mediatico che sociale, per quei passaggi di stampo provincialistico clientelare che rischiano di tagliarci fuori dal mondo reale, politicamente diviene un atto inaccettabile.
Non è un’accusa che intendo esporre, ma semplicemente la volontà di interrogarci se ogni qual volta un presidente nominato da una assemblea di fedeli sostenitori e amici che lo rappresenta, possa modificare nel pieno della legittimità formale , non tanto l’oggetto sociale, che anzi è stato ampliato a dismisura, ma l’intento primario che pochi anni fa ne ha determinato la nascita.
Probabilmente il “problema” è già sul tavolo degli enti che ne finanziano la sopravvivenza …e non solo, ma se il Cidma deve diventare una semplice associazione privatistica di servizio, oggetto perenne di scontri fra sindaci e presidenti e magari con la presenza locale che si dirada sempre di più, facciamo tesoro delle parole dell’allora Presidente Ciampi nel suo intervento a San Ludovico:
“Sono qui per attestare, assieme all’intero Stato italiano, rappresentato a tutti i suoi livelli, e assieme all’Onu, il progresso che ha fatto questa terra per liberarsi da un male antico. Sono qui a Corleone per attestare come la volontà di un popolo che ha fiducia nei propri valori possa liberarsi da servitù che nei secoli lo avevano umiliato. Sono qui anche per confermare l’impegno dell’Italia tutta, oggi rafforzato anche da questa alleanza con altri Paesi, a continuare con tenacia quello che da anni avete cominciato e di cui avete visto i successi”. Per non dimenticare………….
Mario Midulla
7 luglio 2007
FOTO. L'ingresso del Cidma in via Orfanotrofio