A quanto pare, la vicenda Cidma non si è chiusa con l’assemblea dei soci di giovedì sera. Era prevedibile che la “guerra” tra il sindaco Iannazzo e l’ex sindaco Nicolosi (presidente del Cidma succeduto a se stesso) continuasse. E così è stato. Entrambi hanno scritto lettere al Prefetto, al Presidente della commissione antimafia e al Presidente della Repubblica, spiegando le proprie ragioni. Ma l’impressione è che questa “guerra guerreggiata” stia determinando la paralisi dell’associazione.D’altra parte, le premesse ci sono tutte. Nell’assemblea di giovedì (la notizia è trapelata dopo), Nicolosi ha ribadito al sindaco Iannazzo l’accusa di avere “controllato” il voto amministrativo di maggio, quello che ha sancito la vittoria dell’esponente di Alleanza Nazionale per soli tre voti. E Iannazzo non ci ha più visto dagli occhi: Ha telefonato alla Caserma dei carabinieri e, quando intorno alle 22.00 il capitano e il maresciallo sono arrivati al Cidma, il sindaco ha annunciato di voler sporgere querela contro il suo predecessore. “D’accordo, ma passi dai nostri uffici…”, pare che abbiano detto gli esponenti delle forze dell’ordine. La querela ancora non è stata formalizzata, ma è probabile che lo sarà nei prossimi giorni.
Che l’accusa di avere controllato il voto tocchi qualche nervo scoperto dell’attuale inquilino di palazzo di Città, appare chiaro. E questo “nervo” probabilmente avrà (almeno dal punto di vista psicologico) qualche legame con un’indagine in corso della magistratura di Termini Imerese nei confronti di Iannazzo e dell’associazione con cui, in questi anni, ha gestito tanti progetti di servizio civile. Già in campagna elettorale, Nicolosi aveva definito “incivile” il servizio civile gestito dal suo antagonista. Un riferimento nemmeno tanto velato alle voci di clientelismo selvaggio, che circolavano sui criteri di gestione di questi corsi. La circostanza, poi, che diversi ragazzi che avevano svolto o stavano svolgendo servizio civile erano candidati nelle liste di Iannazzo, avevano ancora di più alimentato queste convinzioni.
Probabilmente, avrà preso spunto da questo l’indagine della Procura termitana, che nelle settimane scorse ha convocato, tramite i carabinieri e la polizia di Stato, diversi giovani che avevano svolto servizio civile negli enti gestiti direttamente o indirettamente dall’esponente di An. Particolareggiate e dirette le domande ai ragazzi: siete stati raccomandati da qualcuno per essere selezionati? Vi hanno costretto a candidarvi? Che cosa facevate durante le ore di servizio? Mensilmente, riscuotevate l’intera somma per il servizio svolto? O eravate costretti a lasciarne una parte all’ente gestore? Vi è mai capitato di svolgere servizio in luoghi diversi da quelli dove si svolgevano i corsi?
Che esito avrà l’indagine non è prevedibile, ma certamente tiene il “Palazzo” in forte fibrillazione.
9 luglio 2007
FOTO. Da sx: Iannazzo e Nicolosi